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Fed: piano di acquisto asset scende a 65 miliardi nell’ultima riunione dell’era Bernanke, “forward guidance” confermata

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Nuova riduzione degli stimoli monetari da parte della banca centrale statunitense. Nell’ultima riunione presieduta da Ben Bernanke il Fomc (Federal open market committee, il braccio operativo della banca centrale statunitense) all’unanimità (10-0) ha ridotto il piano di acquisto asset di altri 10 miliardi di dollari portandolo a 65 miliardi mensili (30 miliardi di titoli garantiti da mutui più 35 miliardi di Treasuries). La decisione è stata presa, si legge nel testo diffuso qualche minuto fa, alla luce del “rafforzamento della crescita dell’attività economica” e dei “miglioramenti” registrati dal mercato del lavoro.

Il primo febbraio le redini della maggiore banca centrale mondiale saranno prese dall’attuale numero due Janet Yellen, primo presidente donna a dirigere l’istituto con sede a Washington. È a lei che toccherà completare l’exit strategy dalle misure non convenzionali. Secondo le stime il miglioramento del contesto macro dovrebbe portare alla fine del programma di allentamento monetario entro l’anno.

Nonostante nei prossimi mesi il “tapering” è destinato a continuare, la Fed ha preferito non legarsi le mani rilevando “che non esiste un piano già elaborato, l’andamento degli acquisti resta condizionato dall’outlook e da una valutazione costi-benefici”.

In linea con le stime anche la conferma della “forward guidance” che prevede che il tasso sui fed funds non salirà fino a che il tasso di disoccupazione non scenderà al 6,5% (6,7% a dicembre). In questo senso sia Bernanke che la Yellen negli ultimi mesi hanno rassicurato i mercati rimarcando che la politica monetaria resterà altamente accomodante anche dopo il raggiungimento del target.

Gli analisti di Bank of America avevano previsto una modifica più esplicita della “forward guidance” visto che “il tasso di disoccupazione finora è in gran parte sceso per le ragioni sbagliate (calo della forza lavoro, ndr)”. BofA aveva stimato un abbassamento della soglia, sostituita “da una più vaga ma più robusta valutazione quantitativa delle condizioni generali del mercato del lavoro che porteranno a un incremento del costo del denaro”.

Già in rosso, i listini a Wall Street stanno accentuando le perdite. A meno di due ore dalla chiusura il Dow Jones arretra dello 0,8% mentre S&P e Nasdaq lasciano sul campo un punto percentuale.