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Fed e non solo. Goldman Sachs e l’acronimo FAAMG scatenano timori su nuova bolla dotcom

L’effetto Goldman Sachs è ancora vivo, dopo che la banca d’affari ha espresso in una nota dubbi sulle valutazioni dei titoli dei cinque colossi che hanno fatto finora la fortuna …

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Settimana cruciale per i mercati azionari mondiali. Tra i principali market mover di questa settimana si mette in evidenza la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che dovrebbe concludersi mercoledì 14 giugno con l’annuncio di un ennesimo rialzo dei tassi di interesse.

Stando alle previsioni degli analisti, i tassi sui fed funds saranno alzati di un quarto di punto al range compreso tra l’1% e l’1,25%. Altra novità principale sarà l’aggiornamento al comunicato che descrive l’approccio dell’istituto al processo di normalizzazione della sua politica monetaria. Alta è l’attenzione degli investitori sulla strategia che Yellen & Company decideranno di adottare per ridurre il bilancio ingolfato di bond e asset vari acquistati coni programmi di Quantitative easing, lanciati nei periodi della crisi, e che hanno un valore di $4.500 miliardi.

Quali saranno i verdetti della Fed, l’azionario Usa mostra in queste ore forti segnali di destabilizzazione, dopo laflessione sofferta dal Nasdaq e in generale dai titoli tecnologici, lo scorso venerdì 9 giugno.

I futures sul Nasdaq 100 lasciano presagire un calo dell’1% circa del listino. Come conferma Kathleen Brooks, direttrice della divisione di ricerca presso il City Index in una nota:

“una seconda sessione di forti perdite per il Nasdaq e per il settore hi-tech Usa potrebbe innervosire i mercati nel corso di questa settimana, e in mancanza di una ripresa potremmo assistere a un calo più forte negli asset di crescita”.

L’effetto Goldman Sachs è ancora vivo, dopo che la banca d’affari ha espresso in una nota dubbi sulle valutazioni dei titoli dei cinque colossi che hanno fatto finora la fortuna del settore hi-tech. Non solo: Goldman Sachs si è anche detta preoccupata per il livello eccezionalmente basso della loro volatilità, fattore che sta rendendo queste azioni specifiche sempre più strettamente correlate a strumenti finanziari considerati beni rifugio, come titoli di stato o azioni di utility.

Le cinque azioni prese in considerazione da Goldman Sachs sono rappresentate nell’acronimo FAAMG e sono Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, e Alphabet, quest’ultima società a cui fa capo Google. La banca ha preferito analizzare la situazione dei FAAMG, più che dei FANG (Facebook, Amazon, Netflix, Google), in quanto a suo avviso Netflix ha un impatto sullo S&P 500 ancora troppo contenuto).

Insieme, i colossi che compongono il gruppo FAAMG hanno, grazie ai rialzi dei loro titoli, aumentato la capitalizzazione del mercato azionario Usa di ben $600 miliardi dall’inizio dell’anno. Il valore, ha fatto notare Goldman, è uguale ai Pil di Hong Kong e Sud Africa combinati.

L’incidenza sullo S&P 500 di tali aziende è del 13% circa ma nonostante ciò le cinque azioni hanno contribuito ai guadagni che il listino ha messo a segno dall’inizio del 2017 per quasi il 40%.

I titoli, inoltre, si distinguono per essere tra le scelte preferite dell’industria degli hedge fund. Ma dopo i rally stellari, gli analisti di Goldman Sachs non sono più convinti che l’esposizione verso il blocco FAAMG da parte degli investitori sia giustificata a tal punto: anche perchè la volatilità dei FAAMG è più bassa non solo rispetto a quella dello S&P 500, ma anche rispetto a quella di titoli di società che producono beni di prima necessità e rispetto a quella delle utilities.

Dunque? Così Goldman:

“Crediamo che il basso livello di volatilità possa portare gli investitori a sottovalutare i rischi legati a questi business, tra cui l’esposizione ai fattori ciclici, o l’introduzione potenziale di altre norme antitrust a tutela della concorrenza e sull’attività online“.

Esiste dunque un motivo per fare una pausa, anche perchè il timore è che eventi di natura fondamentale possano prima o poi provocare un aumento della volatilità. In questo caso, stando a quanto suggerisce il mercato delle opzioni, i titoli del blocco FAAMG potrebbero essere più volatili rispetto alla media dei titoli azionari.

Tra l’altro, Goldman Sachs fa un paragone tra il trend dei cinque titoli protagonisti della bolla dot.com che poi esplose nel 2000 con quelli del blocco FAAMG (che sul listino Nasdaq incide per il 43% e che ha inciso per il 55% sui rialzi messi a segno dal listino hi-tech nel 2017).

E’ vero che, durante la bolla, i titoli dei principali colossi hi-tech venivano scambiati a un valore pari a quasi 60 volte gli utili forward a due anni, con il titolo più conveniente tra di essi scambiato a un valore pari a 36 volte.

Al momento i titoli FAAMG oscillano su valori pari a 23 volte gli utili a due anni (non si aggirano dunque su quei livelli) e solo nel caso di Amazon il parametro supera le 30 volte.

Intanto arriva un nuovo downgrade – il secondo in una settimana – per Apple.

Ad annunciarlo sono Anhey Lamba e Parthiv Varadarajan di Mizuho Securities.

In una nota pubblicata ieri, si legge che il rating è passato da “buy” a “neutral” e che il target sul prezzo è stato abbassato da $160 a $150: gli analisti hanno affermato di essere ancora positivi sull’impatto del lancio dell’iPhone 8 sul colosso, ma ammettono di essere cauti sulla capacità di Apple di centrare i target prefissati per il 2018.

Ciò per diversi motivi, tra cui quello secondo cui la crescita delle vendite dipenderà soprattutto dalla scelta degli utenti più fedeli al marchio di sostituire i loro smartphone vecchi con quelli nuovi.

Riferendosi inoltre solo alle FANG (Facebook, Amazon, Netflix, Google), Eric Peters, direttore finanziario presso One River Asset Managament, ha commentato la performance del Nasdaq di venerdì scorso confermando la latitanza della volatilità:

“La volatilità non si è mossa per niente. Non ci sono stati veri flussi, nessuno ha acquistato opzioni, e credo che tale trend continuerà almeno per un altro po’”.

Certo è che l’epilogo della sessione di venerdì è stato drammatico:

“Sono state vendute azioni del comparto tecnologico per $100 miliardi, e ciò ha portato il Nasdaq a cedere fino a -4% (..) Non sono sicuro di quanto stia accadendo, ma l’estate ormai è alle porte, la gente va a casa a mezzogiorno e la liquidità si sta contraendo”.