La Fed e le mosse dei gestori alternativi

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 16/07/2014 - 13:07

Di seguito pubblichiamo un commento di mercato a cura di Alessandra Manuli, Amministratore Delegato di
Hedge Invest Sgr. L'esperta prende in considerazione i possibili impatti sul
mercato che le prossime mosse di politica monetaria della Fed potrebbero
avere sui mercati azionari dopo le ultime dichiarazioni del Governatore della
Federal Reserve, Janet Yellen.



La Federal Reserve
sta proseguendo con la graduale riduzione del quantitative easing iniziata in
dicembre 2013 (tapering), al ritmo di 10 mld $ al mese: attualmente la Banca
Centrale sta effettuando acquisti mensili di Titoli di Stato per 20 mld $ e
acquisti mensili di agency MBS per 15 mld $.


 


Nonostante il
tapering, non si è ancora avvertito l'impatto della politica monetaria al
margine più restrittiva, in quanto la Fed rappresenta tuttora una percentuale
rilevante della domanda di Treasury americani, in un contesto in cui il totale
delle emissioni del Tesoro è andato a diminuire gradualmente.


 


Secondo i gestori
alternativi l'impatto sulla curva dei tassi americana della politica monetaria
al margine più restrittiva della Federal Reserve sarà percepito a partire da
settembre/ottobre, quando la Fed avrà esaurito il quantitative easing e si
inizieranno a scontare i primi aumenti dei tassi di interesse, sempre che i
dati confermino il miglioramento atteso dell'economia americana, soprattutto
con riferimento al mercato del lavoro.


 


In quella fase, i
posizionamenti che potranno maggiormente premiare i gestori alternativi
saranno:


 



  1. allocazioni ribassiste sulla curva dei
    tassi (puntando cioè su uno spostamento al rialzo della curva);

  2. in ambito societario, posizioni
    ribassiste sugli investment grade, che storicamente hanno rappresentato
    l'area dei mercati del credito più vulnerabile a politiche monetarie
    restrittive e già ora hanno rendimenti prossimi ai minimi storici.


 


Con riferimento al
tasso di cambio euro/dollaro, difficile trovare fra i gestori alternativi una
visione unanime. Analizzando le diverse politiche monetarie, al margine più
espansiva quella della BCE e più restrittiva quella della Fed, sarebbe
prevedibile un rafforzamento del dollaro rispetto all'euro.



Dal punto di vista
tecnico, invece, il circolo virtuoso che le politiche monetarie espansive non
convenzionali della BCE potrebbero riuscire a innescare in Europa ha le
potenzialità per attirare forti flussi di acquisto sulle asset class europee,
spingendo quindi al rialzo l'euro, nell'aspettativa di una imminente uscita
dell'Eurozona dalla fase di stagnazione economica. Il rischio di rialzo verso
quello di ribasso dell'euro risulta quindi bilanciato nel medio termine e la
visione dei gestori alternativi è neutrale.


COMMENTA LA NOTIZIA