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La Fed ha introdotto una nuova versione dell’opzione put di Greenspan

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Di seguito pubblichiamo un estratto del commento
sui mercati e sulla strategia di investimento di Axa Investment Managers. Gli
esperti della società di gestione evidenziano come molto probabilmente la Fed inizierà a chiudere il piano di
allentamento quantitativo durante l’autunno. Questo solo se il FOMC si
convincerà che lo scenario economico è abbastanza solido. Il cambiamento del
regime di politica monetaria, come mostrano le esperienza passate, dovrebbe
portare a un probabilmente aumento della volatilità. Quella che appare come nuova versione dell’opzione
put di Greenspan, questa volta firmata Bernanke, sembra tuttavia positiva per
gli attivi rischiosi e negativa per il mercato obbligazionario.

Ovviamente è stato versato molto inchiostro per raccontare l’impatto
della decisione della Fed di frenare l’immissione di liquidità. In questo
momento non sarebbe saggio non dimostrarsi preoccupati; infatti i mercati hanno
reagito molto male alla chiusura della prima e seconda fase del piano di allentamento
quantitativo. In quei casi il mercato azionario statunitense registrò una
correzione rispettivamente del 15% e del 23%.

Innanzi tutto restiamo convinti che le prospettive
strategiche a più lungo termine restano positive per il mercato azionario e negative
per il mercato obbligazionario. E vi spieghiamo perché. La Fed ha chiuso la prima
fase di allentamento quantitativo (QE1) gradualmente, ma senza condizioni.
Quando si è chiusa la seconda fase (QE2), l’improvvisa sospensione delle
immissioni di liquidità da parte della Fed ha provocato un forte impatto sui
mercati che sono passati da un equilibrio creato artificialmente a un
equilibrio basato sui fondamentali.

Questa volta i membri del FOMC stanno programmando una chiusura
graduale, non immediata. Aspetto ancora più importante, il FOMC ha collegato ufficialmente
ogni cambiamento di direzione all’andamento del tasso di disoccupazione. Il Presidente
Bernanke ha aggiunto che il FOMC dovrà registrare un miglioramento sostenibile del
mercato del lavoro prima di rettificare i volumi degli acquisti di attività.

Queste condizioni e questa discrezionalità ci sembrano un
fattore positivo, non negativo per il mercato azionario. Questo approccio
garantisce che il divario tra la liquidità e i fondamentali non sia eccessivamente
ampio, fattore che limiterebbe il rischio di perdita per i mercati azionari.

Praticamente, la Fed ha introdotto una nuova versione dell’opzione
put di Greenspan: se l’economia statunitense non andrà abbastanza bene, il FOMC
potrebbe posticipare la chiusura del piano o persino invertirne il processo
(acquistando quindi più titoli MBS e del Tesoro Usa).

Per quanto un aumento di liquidità sarebbe positivo almeno nel
più lungo termine, riteniamo che questi sviluppi produrrebbero molto
probabilmente un aumento della volatilità nel breve periodo. La speranza di una
ripresa andrebbe delusa e i mercati risentirebbero di uno stress da liquidità .
La liquidità è una condizione necessaria ma non sufficiente per registrare uno
sviluppo positivo sui mercati azionari. Tuttavia, se la Fed procederà in base
alle intenzioni, vorrà dire che l’economia sta migliorando, ed è un fattore
positivo per i mercati azionari, sebbene per ragioni fondamentali.

Fin qui tutto bene per le prospettive a più lungo termine.
Come sempre i cambiamenti richiedono un periodo di assestamento alla nuova
situazione. La recente volatilità del mercato ci ha ricordato purtroppo che la transizione
da un sistema a un altro produce incertezza e potrebbe portare a un aumento di
volatilità nel breve termine.

La sovraperformance dei mercati azionari rispetto a
quelli obbligazionari è eccessiva

Inoltre riteniamo che in generale i mercati azionari inizino
ad essere costosi. I mercati azionari globali scambiano oltre 16 volte gli utili,
e le revisioni degli utili restano deboli. Riteniamo che dopo il brusco rialzo registrato
dall’inizio dell’anno, i mercati azionari globali siano ipercomprati, storicamente
un forte segnale di prudenza. Pertanto suggeriamo di capitalizzare i profitti e
di ridurre le posizioni azionarie riportandole a un livello neutrale nel breve
termine. Proponiamo quindi di chiudere la posizione di protezione dalle perdite
avviata all’inizio dell’anno. Siamo tuttora convinti che i rendimenti saliranno
e quindi suggeriamo di parcheggiare i proventi in liquidità.