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La Fed decide di aspettare, euro torna in area 1,14

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Biglietto verde in discesa in scia al nulla di fatto della Fed. Il cross euro/dollaro è tornato sopra la soglia di 1,14 (top intraday a 1,1441 dollari) riportandosi nei pressi dei massimi mensili. Ieri sera la Federal Reserve con una maggioranza di 9 membri contro 1 ha confermato il costo del denaro nel range 0-0,25%, in linea con le attese degli analisti. A spingere la Fed a non toccare il costo del denaro sono stati gli “sviluppi dell’economia globale e dei mercati finanziari, fattori che potrebbero zavorrare l’economia e incrementare le pressioni ribassiste sui prezzi”, si legge nella nota di accompagnamento alla decisione di politica monetaria. 

La Fed ha rivisto al ribasso le stime di crescita degli Stati Uniti. Per il 2016 l’istituto centrale statunitense vede la crescita attestarsi a +2,3%, contro il 2,5% previsto lo scorso giugno. Quest’anno il Pil dovrebbe invece attestarsi a +2,1%. Per quanto riguarda l’inflazione è vista passare dallo 0,4% di quest’anno, all’1,7% nel 2016 e all’1,9% nel 2017 per centrare il target del 2% solo nel 2018. 

Aumenta la pattuglia degli attendisti

Tra i membri del Fomc, il solo Lacker (Fed di Richmond) ha votato a favore di un rialzo immediato di 25bp. Sono però saliti a quattro (dai 2 di giugno) i membri del Fomc favorevoli a non toccare i tassi fino al 2016, mentre 13 propendono ancora per un rialzo entro fine anno. “Se la Fed pensa che l’economia US non può sopportare oggi un aumento dei tassi, forse teme sviluppi dell’economia mondiale particolarmente negativi – commenta oggi di Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda – e la presenza di 4 membri del Fomc che nelle proiezioni dei tassi previsti non segnala nessun rialzo nel 2015 rafforza tale considerazione”. 

Il mercato guarda ora ai prossimi meeting con quello di dicembre che rimane il più gettonato per il primo rialzo dal lontano 2006. “Nonostante le ottime indicazioni dal mondo del lavoro (tasso di disoccupazione vicino all’obiettivo del 4% ovvero il target di piena occupazione) l’economia statunitense, tenendo conto del contesto globale, non è ancora in grado di sopportare una politica monetaria restrittiva”, commenta Filippo Diodovich, market strategist di IG, che, analizzando le parole della Yellen nella conferenza stampa post meeting, vede l’intenzione della Fed di attendere e valutare ovvero una posizione di “wait and see”.