Fed: aumenta la pattuglia dei dissidenti, QE2 potrebbe avere una fine anticipata

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 28/03/2011 - 11:40
Si accende il dibattito in seno alla Federal Reserve circa l'opportunità di portare ancora avanti il piano di stimoli monetari straordinari attraverso l'acquisto di titoli del Tesoro statunitensi. Dopo la rilettura al rialzo della crescita del pil statunitense nel quarto trimestre (+3,1% annualizzato dal +2,8% della precedente stima) arrivata venerdì scorso, continuano a succedersi le dichiarazioni di importanti esponenti della Fed circa l'opportunità di accantonare prima della scadenza il cosiddetto QE2 lanciato lo scorso autunno e che prevede acquisti di Treasury per un importo complessivo di 600 miliardi di dollari. Il piano scadrà il prossimo 30 giugno e un suo accantonamento sarà con ogni probabilità oggetto di discussine del prossimo meeting del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, in agenda il 26-27 aprile.

Il presidente della Fed di Philadelphia, Charles Plosser, ha dichiarato venerdì che è auspicabile porre fine il prima possibile al QE2. Inoltre, secondo il "falco" Plosser, i fed funds dovrebbero incominciare a salire fino a portarsi al 2,5% circa entro un anno. "Anche se il membro votante della Fed non ha fornito il periodo preciso in cui debba iniziare tale fase di rialzi, ha comunque dichiarato che ciò non avverrà in un futuro lontano", rimarca la morning note odierna di Mps Capital Services. Gli esperti di Société Générale si mostrano cauti ritenendo che la Fed "vorrà valutare l'impatto della fine del QE2 sui rendimenti obbligazionari e sull'economia. E' pertanto difficile che prenda decisioni prima del finire dell'estate". Il consensus vede tassi Fed ancora fermi per tutto il 2011 per poi incominciare a salire nel primo trimestre del 2012.

Le parole di Plosser si uniscono a commenti di altri membri del board della Fed che avevano già mostrato un'apertura a una fine anticipata del QE2.  James Bullard, presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis (che non fa parte dei membri votanti del Fomc), ha dichiarato che dovrebbe essere presa in considerazione l'opzione di limitare il piano di quantitative easing da 600 miliardi dollari con scadenza giungo 2011, sottolineando che la ripresa degli Stati Uniti potrebbe non necessitare di questo ingente stimolo. "E' ragionevole un riesame del QE2 nei prossimi meeting della Fed, in particolare quello di aprile, per vedere se è il caso di terminare il programma", ha dichiarato Bullard in un intervento nel weekend a Marsiglia.

Sempre settimana scorsa era arrivato anche l'avvertimento di Richard Fisher, presidente della Federal Reserve Bank di Dallas,  che si è detto preoccupato per l'eccesso di liquidità nel sistema finanziario statunitense parlando di "eccessi speculativi" in riferimento all'attuale rally del mercato azionario Usa, tra i più veloci nella storia di Wall Street. Fisher che si è pertanto detto contrario a qualsiasi prolungamento del quantitative easing. Contrario a un QE3 anche Narayana Kocherlakota della Fed di Minneapolis "a meno che non si palesi un repentino peggioramento dell'economia Usa".
 
Il mese che manca alla prossima riunione del Fomc servirà alla banca centrale statunitense per verificare se effettivamente la fase di rafforzamento della congiuntura statunitense continuerà senza intoppi. Questa settimana sono attesi importanti riscontri dal mercato del lavoro. A marzo è attesa la creazione di 195 mila posti di lavoro nei settori non agricoli dopo i +192mila del mese precedente. La disoccupazione è vista stabile all'8,9%, livello a cui è scesa a febbraio e che rappresenta il minimo dall'aprile 2009. Miglioramenti sul mercato del lavoro che, abbinati all'aumento del ritmo di crescita economica, potrebbero incoraggiare la Fed a intraprendere un nuovo approccio rispetto all'attuale super-accomodante politica monetaria. Da notare che subito dopo il meeting di aprile del Fomc , arriverà l'importante prima lettura flash del pil statunitense nel primo trimestre 2011, in agenda il 28 aprile. Il mercato vede per il primo trimestre dell'anno un +3,35% dell'economia Usa. Per l'intero 2011 il consenso vede un +3,1% del pil, così come per il 2012.

Il veloce calo della disoccupazione statunitense negli ultimi mesi nasconde anche degli aspetti non positivi. Ha rimarcato venerdì scorso il presidente della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart, sottolineando come il repentino calo è frutto anche dell'aumento dei lavoratori scoraggiati che abbandonano la forza lavoro facendo così scendere il livello ufficiale di disoccupazione. Relativamente invece all'aumento delle pressioni inflattive, Lockhart ritiene che queste pressioni sono principalmente un fenomeno di breve periodo.
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