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La Fed apre a nuovi tagli al costo del denaro

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Le condizioni dell’economia americana continuano a preoccupare e la Federal Reserve si tiene pronta a nuovi interventi sui tassi d’interesse per assicurare il sostegno alla crescita. La Fed resta infatti preparata a ulteriori manovre di alleggerimento della politica monetaria che sarebbero effettuate “tempestivamente”. E’ quanto emerso dall’audizione davanti alla Commissione Servizi Finanziari del Congresso Usa il presidente della banca centrale americana, Ben Bernanke.


 

“I rischi al ribasso sulla crescita resteranno la priorità della politica monetaria”, ha chiarito Bernanke, nonostante lo stesso presidente della Fed abbia riconosciuto che sono aumentati i rischi di inflazione e che questi dovrebbero però venire meno con l’appiattimento dei costi energetici. Il discorso di Bernanke arriva a solo un giorno di distanza dal +1% mostrato dall’indice dei prezzi alla produzione e da prime aperture a ulteriori tagli dei tassi da parte di un altro membro del comitato di politica monetaria, Donald Kohn.


 


Tra i rischi al ribasso per l’economia americana Bernanke ha citato la possibilità che il mercato immobiliare e quello del lavoro possano peggiorare in maniera superiore alle previsioni e che le condizioni del credito possano diventare più rigide. In particolare per la guida della Fed gli elevati prezzi energetici, le depresse valutazioni azionarie e immobiliari, così come un rallentamento nella creazione di posti di lavoro hanno il potenziale per un rallentamento della spesa delle famiglie. Frenata alla cui rimozione contribuirà però il pacchetto di incentivi fiscali varato dall’amministrazione Bush.


 


Ad oggi, dopo la crisi dei subprime, secondo Bernanke il mercato del credito si trova sotto considerevole stress, con condizioni del credito più dure per famiglie e aziende e più rigidi standard per la concessione dei prestiti. “Tutti i mercati finanziari subiscono una situazione di stress – ha chiarito Bernanke – ma la Fed continuerà a tenere la situazione sotto stretto controllo”. Per la Fed il mercato immobiliare “continuerà a pesare sulla crescita economica anche nei prossimi trimestri”, mentre il settore aziendale dà segnali di difficoltà con investimenti modesti.


 


Per la prossima riunione del Federal Open Market Committee, prevista per il 18 marzo, si profila dunque un nuovo intervento di riduzione del costo del denaro dopo che da metà settembre la Fed ha già ridotto i tassi dal 5,25 al 3%. Si tratta tuttavia di uno scenario ampiamente scontato dal mercato, dove anzi alcuni operatori si aspettano un ridimensionamento aggressivo fino anche a 100 punti base.