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La Fed appesantisce l’andamento di Wall Street

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La Fed spinge al ribasso i listini a stelle e strisce. Dopo la spinta rialzista fornita dalla Banca centrale cinese, che per la prima volta dal 2008 ha tagliato il costo del denaro, i listini sono risultati penalizzati prima dalle parole del chairman Ben Bernanke, che ha ribadito che “la Fed non ha preso decisioni circa un quantitative easing”, e poi dall’annuncio che gli istituti di credito dovranno incrementare le riserve obbligatorie. In agenda macro il consueto dato relativo le nuove richieste di sussidio, scese, in linea con le attese, da 389 a 377 mila unità. Il Dow Jones ha chiuso con un +0,37% a 12.460,96 punti, parità per lo S&P (-0,01%) che si ferma a 1.314,99 e -0,48% del Nasdaq a 2.831,02.

Tra le storie del giorno parità per J.M. Smucker (+0,05%) che nel quarto trimestre ha registrato una crescita dei profitti di quasi il 10%, e -0,96% di Best Buy nel giorno in cui Richard Schulze, presidente e fondatore della società, ha annunciato di voler lasciare il gruppo. Profondo rosso invece per Molina Healthcare (-31,02%). La compagnia californiana specializzata in assicurazioni sanitarie ha annunciato di aver ritirato l’outlook sugli utili alla luce del fatto che i costi della filiale texana stanno superando i ricavi.