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Fed: annunciato avvio riduzione bilancio. Necessario miglioramento dati per terza stretta nel 2017 (analisti)

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Nessuna sorpresa dell’ultima ora, ma conferme sul fronte della politica monetaria della Federal Reserve (Fed). Ieri sera, al termine della riunione di due giorni del Fomc, la banca centrale americana ha confermato i tassi d’interesse nel range 1-1,25% e ha annunciato che sarà il via nel mese di ottobre al piano di riduzione del bilancio. Due mosse ampiamente attese dal mercato, come ricorda Lee Ferridge, responsabile multi-asset strategy per il Nord America di State Street Global Markets.

“Come ampiamente atteso, il FOMC ha annunciato l’avvio del programma di riduzione del bilancio, facendo della Fed la prima banca centrale a intraprendere il riassoribimento dopo l’implementazione del quantitative easing a seguito della crisi economica mondiale – ha dichiarato Lee Ferridge -. La Fed ritiene che si tratterà di un processo graduale e prevedibile che, di conseguenza, produrrà pochi sconvolgimenti sul mercato, se non addirittura nessuno. Per citare il presidente Yellen, sarà come “guardare la vernice che si asciuga”. Tutto questo può essere vero all’inizio, con la Banca Centrale che consentirà di riassorbire solo 10 miliardi di dollari al mese. Nei mesi successivi, invece, tale cifra è destinata a crescere (con un aumento di 10 miliardi al mese ogni trimestre) e sarà accompagnata probabilmente dal tapering della Banca Centrale Europea (BCE) che inizierà nei primi mesi del 2018, rendendo il contesto della liquidità meno favorevole ai mercati finanziari”.

“Oltre alla riduzione del bilancio, nonostante i recenti dati deludenti, la Fed ha mantenuto invariato il suo outlook sui tassi di interesse, con un ulteriore rialzo previsto per la fine di quest’anno – ha sottolineano l’esperto di State Street Global Markets -. Ciò nonostante, molto probabilmente sarà necessario un miglioramento dei dati e/o nuovi segnali di pressione inflazionistica affinché la Fed alzi i tassi di interesse per la terza volta nel 2017. Il suo compito non sarà certo facilitato dalla distorsione che subiranno i dati nei prossimi mesi, a seguito della devastazione causata dagli uragani Harvey e Irma”.