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Fca sorride in Borsa grazie a solide immatricolazioni Italia e Usa, analisti divisi su prospettive post-scorporo Ferrari

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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La nuova tornata di indicazioni positive da Italia e Usa sospingono il titolo FCA che segna un buon progresso (+3,68% a quota 8,45 euro alle ore 15.31). A dare nuovo sprint al titolo sono stati i riscontri arrivati da oltreoceano con vendite in crescita del 13% negli Stati Uniti a dicembre. FCA US LLC ha venduto a dicembre negli Stati Uniti 217.527 unità, che rappresentano un aumento del 13 per cento rispetto allo stesso mese del 2014 (193.261 unità) e un record assoluto per il mese di dicembre.

Buone indicazioni erano già arrivate ieri sera dall’Italia con un +27,1% delle immatricolazioni a dicembre facendo meglio rispetto al +18,65% del mercato. FCA ha chiuso il 2015 con 446 mila immatricolazioni (+18,3% rispetto al +15,75% del mercato). La quota di mercato del gruppo del Lingotto è stata del 28,3%, +0,6 punti percentuali rispetto al 2014.

 
Analisti guardano a futuro di Fca senza Ferrari in pancia 

Ultimato lo scorporo di Ferrari, gli analisti hanno aggiornato le valutazioni su Fca guardando a quelle che sono le prospettive future del gruppo senza al suo interno la Rossa.  Gli analisti di Credit Suisse hanno reiterato la view positiva su Fca con giudizio outperform e target price aggiornato a 13,6 euro a seguito dello scorporo di Ferrari (precedente target price includendo Ferrari era di 18,2 euro). Secondo il broker elvetico, che indica Fca come top pick per il settore auto, il consensus di mercato circa le prospettive di crescita degli utili del gruppo è eccessivamente conservativo. Le stime di Credit Suisse si collocano il 20% sopra quelle di consensus.

Più cauta Ubs che conferma il giudizio neutral aggiornando il prezzo obiettivo a 9 euro ritenendo che all’orizzonte non ci siano molti catalyst e anche la pista M&A non appare al momento molto calda. Per Ubs il deconsolidamento di Ferrari ridurrà nel 2016 l’ebit del gruppo di 0,6 mld (12%) e l’Eps di 0,23 euro (-17%). “Inoltre – prosegue Ubs – FCA non può più contare su un solido contributore a livello di ricavi che è stato quasi immune al ciclo dell’auto”.

(notizia aggiornata alle 15.35)