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FCA: secondo trimestre difficile da interpretare, delusione debito ma confermati i target per fine anno

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Nel primissimo pomeriggio FCA ha alzato il velo sui conti del secondo trimestre 2017. I numeri sono stati valutati in maniera discordante dal mercato, tanto che la volatilità sul titolo nei primissimi minuti dopo la diffusione del bilancio è schizzata alle stelle. Il titolo è stato ostaggio di ampie escursioni di prezzo, rimbalzato fra i massimi intraday a 10,28 euro e i minimi di giornata a 10,12 euro.

Da un lato l’euforia per la redditività, con un utile netto più che triplicato, dall’altro una generazione di cassa non proprio all’altezza delle stime e dunque un indebitamento più alto del previsto.

Nel dettaglio, il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha registrato una lieve contrazione dei ricavi (-2% a/a a parità di cambi di conversione), scesi a 27,9 miliardi di euro. A fronte di questa diminuzione, però, i ricavi più deboli delle attese non hanno avuto un impatto negativo sulla profittabilità e infatti l’Ebit adjusted è cresciuto del 15% (+3,4 punti sopra il consensus) a 1,9 miliardi di euro con un margine in crescita di 90 basis point al 6,7%.

Il periodo considerato ha visto una sensazionale ascesa dell’utile netto, cresciuto del 260% a 1,16 miliardi di euro. “Il miglioramento è dovuto alla robusta performance operativa”, scrive FCA nel comunicato che accompagna la diffusione dei risultati.

Dal punto di vista patrimoniale, invece, il debito industriale è sceso ma meno del previsto. Nel dettaglio, l’indebitamento netto industriale rispetto al 31 marzo 2017 è diminuito di circa 900 milioni a 4,2 miliardi grazie al positivo flusso di cassa; troppo poco per gli analisti che erano posizionati su una riduzione maggiore che avrebbe dovuto portare il debito a 3,6 miliardi.

L’insieme di questi elementi ci consegna un quadro misto e di difficile interpretazione. Per questo il mercato non ha risposto in maniera cruda alla pubblicazione di questi numeri. Il titolo in Borsa ha mantenuto compostezza e, al di là di qualche escursione di prezzo nei primissimi minuti, si è mantenuto sopra l’importante soglia psicologica a 10 euro.

Anche perchè, guardando al futuro, il management ha lasciato invariati i propri obiettivi per la fine dell’anno e cioè, stando al comunicato stampa diffuso dall’azienda, ricavi netti tra 115 e 120 miliardi di euro, utile netto adjusted superiore a 3 miliardi e indebitamento netto industriale inferiore ai 2,5 miliardi di euro.