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FCA, Marchionne gela rumor alleanze. Su Magneti Marelli: “Non la venderò mai”. E “Ipo non serve”

“Per me non serve una quotazione. Per la Ferrari la Ipo a noi è servita più per necessità finanziarie”.

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Risponde a chi gli chiede un’opinione sull’esito delle elezioni politiche italiane, e parla, ovviamente, di FCA, di Ferrari, di Magneti Marelli, affermando al contempo che “ci sarà sempre meno diesel nella produzione di Fiat-Chrysler in futuro”. Sergio Marchionne, AD di FCA, affronta anche, dal Salone dell’Auto di Ginevra, la questione dei dazi doganali lanciati da Trump sull’acciaio (del 25%) e sull’alluminio (10%), ma anche su tale fronte si presenta tranquillo:  “Penso che possiamo assorbirli nel 2018, abbiamo già visto questo cambiamento di prezzi che è iniziato a dicembre”. Detto questo, non manca l’appello all’Europa: l’invito è di stare calma, perchè una guerra commerciale, alla fine, la perderebbe. 

“Calmatevi tutti, fate andare avanti il processo, fateli parlare: qualcosa si risolve. Minacciare dazi con dazi non risolve assolutamente niente”. Anche perchè “alla fine vincerebbe l’America: basta guardare il bilancio economico: importa più di quanto esporta“.

Su possibili alleanze e takeover di FCA da parte di gruppi stranieri, il manager fa capire che non è assolutamente questo il momento. Ammette le indiscrezioni relative a un incontro informale con i cinesi di Geely – prima che questi rivolgessero le loro attenzioni sulla tedesca Daimler- e conferma dunque quanto riportato la scorsa settimana da Bloomberg News.

Si sono presentati – ha detto Marchionne – e in precedenza avevano incontrato dirigenti Fiat. Ma FCA sarà pronta a discutere su un eventuale interesse nei suoi confronti solo dopo aver completato il piano di crescita.

“Lasciate al mercato valutare il piano del 2018 e poi, a un certo punto, se qualcuno sarà interessato che venga e parli, ma non ora. Fino a quando quel processo non sarà completato e il mercato non riconoscerà il valore di ciò che è stato realizzato, una qualsiasi discussione su un eventuale acquisto di qualsiasi cosa non ha senso”.

“Siamo concentrati sugli obiettivi al 2020 e siamo impegnati su questo. Ora non è il momento, siamo troppo occupati, dobbiamo finire quanto abbiamo iniziato”.

Colosso cinese controllato dal miliardario Li Shufu, Geely avrebbe avvicinato FCA alla metà del 2017, secondo le indiscrezioni, nell’ambito di un piano per espandersi oltre alla Cina. L’incontro si sarebbe concluso con un mancato accordo sul prezzo, portando Li a guardare altrove, e ad annunciare lo scorso mese l’acquisto di una quota di 7,3 miliardi di euro in Daimler.

Marchionne è tornato a parlare anche oggi, concentrandosi sul dossier Magneti Marelli. Intanto, ha tenuto a chiarire che Fiat Chrysler non ha alcuna intenzione di vendere Magneti Marelli e che punta a uno scorporo a partire dal 2019.

“Credo che come FCA dobbiamo cominciare il 2019 senza Marelli. Venduta? Mai, la voglio dare agli azionisti, come è avvenuto per la Ferrari. E comunque, “per me non serve una quotazione. Per la Ferrari la Ipo è servita più per necessità finanziarie“.

Proprio nelle ultime ore, quattro fonti vicine a FCA avevano indicato a Reuters l’intenzione di FCA di lanciare uno spin off di Magneti Marelli senza raccogliere risorse attraverso l’emissione di nuove azioni, ma con l’assegnazione agli azionisti di FCA di partecipazioni, in proporzione alle quote attuali detenute in Fiat-Chrysler.

All’inizio, sottolinea Reuters, gli advisor avevano di fatto considerato un’Ipo di Magneti Marelli per raccogliere cash con l’obiettivo di tagliare il debito di FCA. Successivamente, tuttavia, la famiglia Agnelli – principale azionista di FCA – sarebbe stata scoraggiata dalle valutazioni basse del settore e avrebbe espresso anche il desiderio di non vedere diluita la quota detenuta nella società. Da segnalare che oggi il gruppo di componentistica auto è valutato tra i 3,6 e i 5 miliardi di euro.

Sulla possibilità di un partner industriale per la Magneti Marelli, Marchionne ha affermato che una tale opzione può essere sondata, ma “deve avere un significato”.

Maggiori dettagli sul destino di Magneti Marelli e dell’intero gruppo di FCA si conosceranno solo quando Marchionne presenterà la sua nuova strategia, il prossimo 1° giugno.

L’AD ha comunque detto che sarebbe “contentissimo” se Exor, la holding della famiglia Agnelli, detenesse la maggioranza di Magneti Marelli a seguito dell’operazione di spin-off.

Riguardo all’esito delle elezioni, Marchionne si era così espresso alla vigilia:

“Salvini e Di Maio non li conosco, non mi spaventano. Paura del M5S? Ne abbiamo passate di peggio”.

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