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Fca: impazza il toto-fusione dopo l’exploit del titolo, stuzzica l’ipotesi Hyunday. Il 15 gennaio parola a Marchionne

La grande abbuffata di inizio anno nasconde possibili scenari di M&A, piace l’ipotesi Hyundai, ma rimangono plausibili anche i nomi di GM o Peugeot. Lunedì prossimo Marchionne parlerà a Detroit

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Il +20% inanellato nel giro di 4 sedute nasconde una insaziabile voglia di M&A da parte del mercato. Tra una settimana il ceo Sergio Marchionne presenzierà al Salone di Detroit e tutte le attenzioni saranno rivolte a possibili riferimenti di operazioni straordinarie. Per il nuovo piano industriale, l’ultimo dell’era Marchionne (che lascerà dopo l’approvazione del bilancio 2018), bisognerà invece attendere il prossimo giugno.

Anche questa mattina il titolo ha messo a segno una partenza sprint arrivando a guadagnare il 3% a quota 18,48 euro, nuovi massimi storici, per poi ritracciare e tornare a cavallo della parità sotto i 18 euro. Da inizio anno il titolo è balzato del 20% dopo che lo scorso anno si era già distinto come il miglior titolo sul Ftse Mib con un +73%.

Tra le voci che circolano sul mercato quella che realmente può motivare un balzo del genere del titolo è un’operazione che porti Fca a trovare un partner tra le big dell’auto a livello globale. Marchionne in passato ha più volte sollecitato General Motors (GM) a considerare un’unione con Fca, ma da Detroit hanno sempre rispedito al mittente ogni ipotesi di dialogo.

La pista asiatica porta in Corea, Fca-Hyundai il deal più intrigante

Nel weekend sulla carta stampata sono tornati a circolare altri nomi importanti quali Peugeot, Ford e Volkswagen. La pista più calda però, stando al Sole 24 Ore, sarebbe quella che porta alla coreana Hyundai. Lo scorso mese lo stesso Marchionne ha riferito dell’intenzione di estendere la partnership tecnica con i coreani guardando ad esempio a sviluppo delle trasmissioni e dell’idrogeno. Entrambe le parti non hanno mai aperto a un’ipotesi di fusione, ma un’unione porterebbe a creare il primo produttore al mondo. In particolare i coreani dispongono di piattaforme moderne, più attuali e sofisticate di quelle di Fca, motori di concezione moderna, soluzioni green che spaziano dall’ibrido all’elettrico, dal gas fino all’idrogeno. Inoltre Hyundai, che controlla anche il marchio Kia, dispone di una gamma di modelli molto ampia ed è molto forte in quello dei suv.