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Fatturazione in renminbi: le imprese italiane possono risparmiare 177,5 milioni di euro l’anno

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L’ammissione del renminbi nel paniere delle valute di riserva internazionale dell’Fmi offrirà grandi vantaggi alle imprese dell’Eurozona. Secondo l’Associazione Frankfurt Main Finance il risparmio annuale potrebbe arrivare a 1,75 miliardi di euro

L’importanza dell’internazionalizzazione del renminbi è stata sottolineata da Bernd Meist, direttore della Bank of China nel corso dell’incontro organizzato dall’Associazione Frankfurt Main Finance insieme con l’Associazione bancaria italiana (Abi). Attualmente il renminbi si colloca in quinta posizione nelle transazioni internazionali ed è la seconda valuta di scambio in tutto il mondo. Sempre più aziende cinesi insistono per fatturare in renminbi sia perché da un lato soffrono per la rivalutazione della valuta cinese, sia perché non  possibile difendersi da questo rischio sul mercato dei capitali domestico. Andare incontro alla richiesta delle società cinesi potrebbe avvantaggiare queste ultime ma anche le imprese dell’Eurozona che decidano di fatturare nella valuta cinese, le quali potrebbero ottenere sconti interessanti. “Supponendo che questo vantaggio in termini di prezzi si attesti sulla stima prudente del 2,5% – spiega il documento elaborato dall’Associazione – e che la quota di operazioni condotte in renminbi aumenti dall’attuale 20% al 40%, il risparmio complessivo aumenterebbe di 1,75 miliardi di euro all’anno”. Considerando le dimensioni della partnership commerciale tra Italia e Cina, la fetta di questo risparmio che toccherebbe alle aziende italiane ammonterebbe a 177,5 milioni di euro. Il Belpaese è infatti il quarto partner commerciale della Cina nell’Eurozona, con l’8% degli scambi complessivi, preceduto da Germania (31%), Olanda (11%) e Francia (9%).

Quali i vantaggi per le imprese

I vantaggi che possono essere ottenuti da una fatturazione in renminbi sono sei e vengono indicati all’Associazione Frankfurt Main Finance:

1) Oggi le transazioni in renminbi avvengono prevalentemente a Hong Kong in dollari statunitensi. Dunque, in caso di fatturazione in renminbi, un importatore europeo deve prima cambiare gli euro in dollaro e poi i dollari in renminbi. Un doppio passaggio che potrà essere eliminato;

2) Le imprese disporranno di conti in renminbi con giornata uguale in quanto i pagamenti saranno effettuati all’interno del fuso orario di appartenenza. Oggi questo può avvenire solo operando nelle prime ore della mattina;

3) Oggi circa l’80% delle fatture nel commercio bilaterale sono in dollari Usa o in euro. Gli esportatori cinesi sostengono quindi un rischio valutario ma non trovano strumenti protettivi sul mercato finanziario domestico. I partner commerciali cinesi potrebbero applicare prezzi dal 2% al 6% più vantaggiosi se la controparte accetterà la fatturazione in renminbi;

4) Il pagamento avviene all’interno dello spazio giuridico europeo, fattore molto importante per le medie imprese;

5) Il mercato europeo offre sempre più possibilità di finanziarie investimenti in Cina in renminbi dall’Europa. In questo contesto l’Istituto per la ricostruzione (KfW) svolge un ruolo guida e ha emesso il primo prestito in valuta cinese a Francoforte;

6) Infine esiste sempre di più, per gli investitori, la possibilità di investire a breve, medio e lungo termine sui mercati cinesi, azionari e obbligazionari. Un cambio di valuta nello spazio giuridico di appartenenza e all’interno dello stesso fuso orario abbassa notevolmente i rischi.