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Fastweb sotto inchiesta a Roma per fatturazione traffico telefonico fittizio

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Traffico telefonico fittizio volto a gonfiare il fatturato e creare un credito Iva complessivo per oltre 170 milioni di euro. Sono queste le basi, secondo le indiscrezioni riportate oggi dalla stampa, da cui è partita un’inchiesta a cui sta lavorando la Procura di Roma e che riguarda in primo luogo Fastweb. L’inchiesta sarebbe partita alcuni mesi fa ed è entrata nel vivo in autunno con la Guardia di Finanza che ha operato una perquisizione negli uffici di Fastweb con il sequestro di documenti ritenuti interessanti dagli investigatori. In seguito sono scattate le iscrizioni nel registro degli indagati per Silvio Scaglia, fondatore e azionista di riferimento del gruppo tlc milanese, e altri 5 manager che lavorano o hanno lavorato nella società: Emanuele Angelidis, Mario Rossetti, Lorenzo Macciò, Bruno Zito e Alberto Trondoli. Le ipotesi di reato sono quelle di associazione a delinquere, false comunicazioni sociali, dichiarazioni infedeli mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. L’inchiesta non riguarda la sola Fastweb e dei 170 milioni di importo di Iva non versata, circa 30 milioni farebbero riferimento alla sola Fastweb.