Il fascino di Wall Street non colpisce Facebook: per Zuckerberg per l’Ipo non c’è fretta

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La Borsa può attendere per Facebook. Almeno per il momento. Parola di Mark Zuckerberg, l’amministratore delegato del social network più famoso del momento. Nonostante non ci siano dubbi tra gli addetti ai lavori della Silincon Valley e di Wall Street che la quotazione del sito di social networking sia un affare che ha forte addosso l’odore dei soldi, di quelli capaci di proiettare il suo fondatore nella hit parade dei più ricchi ventenni al mondo, Zuckerberg delinea una strategia diversa per la sua creatura.


A suo avviso non c’è, infatti, alcuna fretta per quotare in Borsa Facebook. Nel corso di un’intervista rilasciata al Wall Street Journal Zuckerberg è tornato a ribadire che la società potrebbe lanciare un’offerta iniziale di acquisto pubblico, ma “non abbiamo affatto fretta”. E il motivo per rimandare il salto in Borsa è semplice: “se non c’è bisogno di capitali, allora le pressioni sono differenti, e le motivazioni per quotarsi non sono le stesse”, ha detto a chiare lettere il venticinquenne Zuckerberg al quotidiano statunitense.

Dichiarazioni che confermano quanto già riferito l’anno scorso, a maggio, quando Zuckerberg aveva prospettato che per lo sbarco a Wall Street di Facebook ci sarebbero voluti anni. E in effetti con 400 milioni di utenti in tutto il mondo il gruppo ha le spalle ben coperte: può contare di ampi investimenti da parte di Microsoft e della società di investimenti russi Digital Sky Technologies. E per gli analisti nel 2010 gli affari continueranno ad andare a gonfie vele. Tanto che c’è chi ventila che Facebook potrebbe ritrovarsi nelle tasche un tesoretto di 710 milioni di dollari per poi puntare dritto alla soglia di un fatturato da un miliardo di dollari.


La strada maestra per continuare a crescere intrapresa dal sito, sembra essere, quindi almeno un’altra al momento: il management della società ha recentemente messo a punto una struttura azionaria a doppia classe. Una novità che garantisce però di mantenere saldo il controllo di voto agli attuali proprietari. E nel frattampo il social network, che oggi uno dei più frequentati indirizzi Internet, ha dato vita a una sfida epocale con giganti come Yahoo e Google, che hanno iniziato a tessere una strategia fatta di partnership con diversi social network.


Una partita a scacchi di cui anche Facebook ha preso parte. Proprio la nuova collaborazione per le ricerche web con Google secondo gli esperti di mercato potrebbe fornire una ulteriore spiegazione per motivare la poca voglia della società di puntare alla Borsa: l’affaire con Google lascia pregustare ottimi ritorni per Zuckerberg e la sua squadra perché capace di spingere ulteriormente il traffico sulle pagine di Facebook e magari rendere quel miraggio del fatturato da un miliardo di dollari più a portata di mano.

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