Faro di Ubs sulle banche italiane, ma l'Italia è più forte della Periferia europea -1-

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 17/01/2011 - 11:01
Banche miste a Piazza Affari nella prima seduta della settimana. Mentre Intesa SanPaolo viaggia ben intonata sul paniere principale con un rialzo dello 0,89% a 2,26 euro, il Banco Popolare scivola sul fondo del Ftse Mib con un tonfo del 2,70% a 2,35 euro. Proprio oggi parte l'aumento di capitale da 2 miliardi di euro dell'istituto scaligero, con il termine delle adesioni fissato per il prossimo 11 febbraio. Il mercato non sta molto apprezzando il forte sconto a cui sarà proposta la ricapitalizzazione (1,77 euro il prezzo di sottoscrizione delle azioni di nuova emissione). Questa mattina molti analisti hanno tagliato il target price del Banco Popolare: Unicredit a 2,3 da 3,2 euro, Ubs a 2,4 da 3,6 euro, Banca Akros a 2,9 da 3,9 euro.

Tra gli altri titoli del settore Monte dei Paschi cede lo 0,91% a 0,87 euro, Ubi Banca l'1,40% a 7,04 euro, Popolare di Milano l'1,39% a 2,84 euro. Unicredit resiste alle vendite e strappa un +0,12% a 1,71 euro. Oggi le banche italiane sono al centro di un report di Ubs. I titoli degli istituti di credito italiani hanno sottoperformato il settore di 12 punti percentuali negli ultimi tre mesi e trattano al 30% di sconto rispetto al valore contabile. "Nonostante ciò - segnalano gli analisti della banca svizzera - il loro conto economico rimane fortemente correlato a fattori esterni come l'andamento degli spread dei debiti sovrani e non vediamo un imminente cambiamento nella situazione macro che potrebbe portare ad un sostanziale rialzo degli utili".
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