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Farmaceutico: nozze tra Pfizer e Allergan, fusione record 160 mld dollari

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L’ufficializzazione è arrivata: i due big del settore farmaceutico mondiale l’americana Pfizer che produce il Viagra e l’irlandese Allergan del Botox convoleranno a nozze. In una nota stampa, arrivata prima dell’avvio delle contrattazioni a Wall Street, il gruppo statunitense ha confermato di avere raggiunto un accordo con Allergan per una fusione record da 160 miliardi di dollari, dando così vita al maggiore gruppo del settore. Che l’annuncio sarebbe arrivato oggi era stato anticipato da “The Wall Street Journal” che parlava di un’operazione record da oltre 150 miliardi di dollari. 

In base ai termini dell’intesa Allergan verrà valutata 363,63 dollari ad azione nella transazione. Pfizer metterà sul piatto 11,3 delle proprie azioni per ogni titolo di Allergan, mentre gli azionisti del gruppo statunitense riceveranno un’azione della società che nascerà dalla fusione per ogni azione posseduta. La nuova realtà, che prenderà il nome di Pfizer plc verrà quotata sul New York Stock Exchange con il ticker “PFE”, e il closing dell’operazione è atteso nella seconda parte del 2016. Pfizer ha inoltre anticipato che “la transazione offrirà più di 2 miliardi di dollari in sinergie operative nei primi tre anni dopo la chiusura dell’operazione”. 
Quanto al management l’amministratore delegato di Pfizer, Ian Read, diventerà il ceo della nuova compagnia, mentre il numero uno di Allergan, Brent Saunders, assumerà la carica di Chief Operating Officer. Il consiglio di amministrazione sarà composto da 15 consiglieri. La nuova società, si legge in una nota, manterrà il “domicilio fiscale” di Allergan in Irlanda. Proprio quest’ultimo punto, come sottolinea la stampa internazionale, rimane uno degli aspetti più discussi dell’operazione: la tassa societaria statunitense è, infatti, del 35% (la più alta tra le economie sviluppate) contro quella irlandese pari al 12,5%.
Questa fusione, come ha ricordato Bloomberg News, rappresenta un accordo senza precedenti su più fronti: si tratta della più grande acquisizione del 2015 (sorpassa, infatti, anche il mega deal tra AbInbev e SabMiller), ed è il maggiore deal di sempre nel settore farmaceutico, eclissando l’acquisizione da parte sempre Pfizer di Warner-Lambert nel 2000. E potrebbe essere portata a termine anche la cosiddetta inversione fiscale, ovvero la pratica che permette alle società di delocalizzare la propria sede in seguito ad acquisizioni.