Fari del mercato puntati su Unicredit: nel pomeriggio faccia a faccia Ghizzoni con i tre vice

Inviato da Micaela Osella il Mar, 12/10/2010 - 13:02

E' ancora rebus governance in Unicredit. Mancano poche ore dall'incontro che oggi pomeriggio in Piazza Cordusio vedrà riuniti dopo la parentesi Washigton il neo amministratore delegato della banca, Federico Ghizzoni, il presidente tedesco Dieter Rampl e i tre deputy ceo Sergio Ermotti, Paolo Fiorentino e Roberto Nicastro. Un appuntamento clou da cui potrebbe uscire l'imprimatur per riempire la casella del direttore generale o, se così non sarà, sono comunque attese nuove indicazioni su cui ragionare nei prossimi giorni.

L'investitura del dg non è affatto una scelta scontata, a cui è chiamato a rispondere il neo Ad, perché sulla definizione della seconda linea nella governance in Unicredit si giocano equilibri delicati che ridisegneranno la squadra nella banca. Fonti vicine a Piazza Cordusio contattate da questa testata sottolineano come la situazione sia in divenire rapidamente: tutti i candidati continuano ad essere in lizza. Con un unica certezza: chi uscirà vincente dalla corsa alla poltrona della direzione generale dovrà coniugare le differenti esigenze che popolano il board di Unicredit, emerse spiccatamente nelle ultime settimane.

Se libici e tedeschi puntano la fiche su Ermotti, le fondazioni, Cariverona in testa, vogliono l'investitura di Nicastro. La doppia figura di dg, soluzione ideale nei piani di Ghizzoni, non sarebbe strada percorribile: non avrebbe infatti trovato l'appoggio della Banca d'Italia, che predilige una governance snella che non contempla duplicazioni. Secondo gli analisti interpellati da Finanza.com una soluzione in realtà potrebbe anche esserci: l'unico modo per aggirare questo neo sarebbe, infatti, quello di nominare due dg con deleghe ben definite per venire incontro alle richieste di Palazzo Koch.

Mentre si ragiona su come trovare la quadratura del cerchio, i vertici di Piazza Cordusio avrebbero ricevuto l'invito dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, a definire, in tempi rapidi, il nuovo assetto di governance dell'istituto. Una partita che non si gioca sul velluto. Se dovesse passare la candidatura di Nicastro, che sembra abbia preso nuovamente piede nelle ultime ore, potrebbero esserci strappi: secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, Ermotti non gradirebbe una posizione di fatto analoga a quella attuale. In attesa che si diradi la nebbia in Piazza Cordusio, per gli analisti di SocGen è meglio muoversi con cautela sul titolo Unicredit.

Il broker, che stamattina ha consigliato ai suoi clienti di vendere l'azione della banca italiana, indicando un target di prezzo di 1,70 euro, suggerisce di focalizzarsi al di là degli aspetti della governance, ovvero sulla qualità degli asset di Unicredit e sulla strategia che disegnerà Ghizzoni. Mettendo un punto fermo: si potrebbe venire a creare un impasse nel breve termine prima di tornare sulla strada del ritorno alla normalità. Quindi la prudenza, almeno in questa fase, è d'obbligo.

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