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Facebook: vale 5 miliardi di dollari la più grande Ipo della Silicon Valley

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Da Harvard a Wall Street: è il percorso di Mark Zuckerberg, che da studente prodigio si è trasformato, nel giro di soli otto anni, nell’imprenditore multimiliardario che sta per far sbarcare in Borsa la sua creatura nata nel 2004 e divenuta il social network più famoso del mondo. Oggi Facebook presenta la domanda per essere ammessa agli scambi sul listino americano, probabilmente verso maggio, Sec permettendo. Il valore dell’Ipo, secondo il sito internet dell’International Financin Review, sarebbe di 5 miliardi di dollari. Meno dei 10 miliardi ventilati negli ultimi giorni, ma comunque rappresentativi della più grossa quotazione di sempre per una società della Silicon Valley.

Facebook: una compagnia da 100 miliardi di dollari

Le azioni sul mercato, il cui numero potrebbe aumentare successivamente, potrebbero essere vendute a 34-40 dollari l’una. Il che significa un valore della compagnia stimato in 75-100 miliardi di dollari: come Mc Donald. Non si conoscono i numeri precisi degli utili di Facebook, ma indiscrezioni e stime parlano di 1,5 miliardi di utili operativi realizzati nel 2011 e di ricavi oltre i 4 miliardi. La pubblicità è l’anima di Facebook: la stragrande maggioranza degli utili sono infatti ottenuti tramite gli inserzionisti, che possono parlare ad una base di 800 milioni di utenti. La quota del mercato pubblicitario detenuta dal social network fondato da Zuckerberg è salita dal 21% del 2010 a quasi il 28% del 2011. Yahoo rimane molto indietro, con solo l’11% di market share.

Per il collocamento è lotta tra Morgan Stanley e Goldman Sachs

Di questa ricca torta molte sono le banche che vorrebbero una fetta. Anche se Zuckerberg sembra orientato, secondo indiscrezioni, a scegliere Morgan Stanley (che ha al suo attivo le Ipo di Linkedin, Groupon e Zynga) come guida del collocamento, a contendersi il posto ci sarebbe anche Goldman Sachs, che ha già curato il collocamento privato di Facebook. Anche Barclays, BofA-Merrill Lynch e Jp Morgan potrebbero avere un ruolo.