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Facebook nella polvere, vale la metà dell’Ipo. Apple sugli altari, ha la maggior capitalizzazione di sempre

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Il sogno di Zuckerberg continua a infrangersi con la dura realtà della finanza. Non è infatti ancora terminata la severa correzione del titolo Facebook, che ha falciato via ormai il 50% del valore di quotazione, gli ormai lontani 38 dollari. Ieri un nuovo scivolone ha mandato la società di Menlo Park al minimo storico di 18,75 dollari per azione, e, secondo la stampa internazionale, c’è già chi inizia ad irritarsi contro la gestione poco manageriale del genietto di Harvard Mark Zuckerberg, tanto poco interessato al profitto da non saper porre rimedio a questo scivolone senza fine, soprattutto ora che l’uso dei social network cambia con il dilagare dei mobile device che stanno soppiantando i pc, creando un diverso concetto di advertising on line che è necessario cavalcare se si vuole evitare di affondare.
Ad ogni buon conto, qualcuno ha già salvato il salvabile: allo scadere del lock-up delle azioni, giovedì scorso, ben 271 milioni di quote sono state rimesse sul mercato (il 14% del totale). E si attende una nuova ondata di vendite entro i prossimi nove mesi, quando i restanti 1,9 miliardi di azioni potrebbero riversarsi sulla piazza di Wall Street. Tra gli investitori che si sono liberati dello scomodo peso, Goldman Sachs, Accel Partners, Elevation Partners.
 
Ieri si è saputo che perfino il direttore generale di Facebook, il cofondatore di PayPal Peter Thiel, ha rimesso sul mercato la maggior parte delle sue azioni, 20,1 milioni di quote, trattenendone appena 5,6 milioni e guadagnandoci “solo” 400 milioni di dollari. Che verranno probabilmente gettati nel nuovo progetto finanziato da Thiel, la società di biotech Modern Meadow che si propone – nientemeno – di elaborare una stampante 3D che “stampi” bistecche contro la fame nel mondo.
Da segnalare però che tra tanti sfiduciati del titolo c’è un finanziare che ha speso ben 10,6 milioni di dollari per acquistare 341 mila quote Facebook: si tratta di George Soros, divenuto anche uno dei principali azionisti della neo-quotata squadra di calcio del Manchester United.
Il Nasdaq ha però anche un lato risplendente, che si chiama Apple. Ieri è stato un giorno da ricordare: la società di Cupertino è infatti salita sul gradino più alto del mondo diventando la società più capitalizzata di sempre sul mercato. Da tempo Apple viaggiava in testa a Exxon Mobil, ma ora, con i suoi 665,15 dollari per azione (+2,63% la chiusura di ieri) la mela morsicata ha raggiunto i 619 miliardi di dollari di capitalizzazione, lasciandosi alle spalle persino la Microsoft di Bill Gates, che nel 1999 toccò quota 618,9 miliardi di dollari. Tra le cinque società più capitalizzate, alle spalle della creatura di Steve Jobs, si trovano al momento Exxon Mobil, Microsoft, WalMart e IBM.
Non accenna quindi a scoppiare la bolla di Apple, gonfiata a dismisura dai rumours e dalle aspettative legate ai nuovi iPhone e dal mini iPad: secondo alcuni la corsa è ben lontana dalla fine, e potrebbe continuare almeno fino ai 900 dollari per azione, portando la capitalizzazione di mercato di Apple fino a 1000 miliardi di dollari.