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Facebook: arrivano i primi giudizi post Ipo. Titolo negativo a Wall Street

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Raffica di rating in arrivo oggi sul titolo Facebook da parte di analisti e banche d’affari di tutto il mondo. Non si tratta solo di una pura coincidenza o di un tempismo perfetto. La vera motivazione è da ricercare altrove. Ieri si è infatti concluso il periodo di 40 giorni durante il quale chi ha preso parte e curato l’Ipo del celebre social network non poteva esprimere giudizi o pubblicare ricerche.

Sono almeno 14 i broker che oggi hanno avviato la copertura su Facebook. Nella lunga lista figurano anche i tre principali sottoscrittori dell’offerta, ovvero Morgan Stanley, Goldman Sachs e JPMorgan. Goldman Sachs ne raccomanda l’acquisto, con un prezzo obiettivo di 42 dollari. Rbc Capital, Oppenheimer, Wells Fargo e William Blair hanno assegnato una raccomandazione “outperform”. Giudizio positivo anche da Morgan Stanley e JPMorgan che hanno fissato la raccomandazione a “overweight” con una valutazione rispettivamente a 38 e 45 dollari. Se gli esperti di Barclays hanno bollato l’azione con il rating “equalweight”, sono più severi nel giudizio quelli di Bmo Capital che hanno detto che l’azione farà peggio del mercato (rating underperform), con un prezzo obiettivo di 25 dollari.
I sottoscrittori non fanno marcia indietro. Osservando le valutazioni odierne espresse su Facebook, la media dei prezzi obiettivo è di circa 38 dollari per azione corrispondente al prezzo dell’Ipo.

Tra le banche che si sono espresse oggi sull’azione c’è anche Citigroup che ha avviato la copertura su Facebook con rating “neutral” e target price di 35 dollari per azione. Le azioni forniscono, scrivono gli analisti della banca Usa nel report odierno, “un significativo potenziale nel lungo termine, a fronte di un rischio di medio periodo”.
Secondo Citi i “like” su Facebook sono tuttavia molti. La società di Menlo Park può soprattutto far leva e trarre vantaggio dalla sua “leadership quasi inattaccabile nel mondo dei social network” con un mercato globale di annunci pubblicitari che potrebbero raggiungere quota 130 miliardi entro il 2015. I rischi maggiori sono rappresentati, ad esempio da un “limitato interesse da parte degli inserzionisti” e dalla mancata presenza in uno dei maggiori mercati di internet, la Cina. 

La reazione del titolo della società fondata da  Mark Zuckerberg non è positiva. L’azione cede circa l’1,60%, scambiando a 32,57 dollari ad azione. Si mantiene così sotto il prezzo di Ipo pari a 38 dollari.