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Everbright: l’errore sulla Borsa di Shanghai costa caro. Pasticci anche in Goldman Sachs

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Sono saltate le prime teste a Everbright, la società di brokeraggio cinese che venerdì scorso dopo un errore sulle transazioni aveva scatenato violente oscillazioni sull’indice di riferimento della Borsa di Shanghai. Oggi, secondo quanto riporta Bloomberg, la società finanziaria ha deciso di allontanare il responsabile trading, Yang Jianbo. E sempre oggi è emerso dalla stampa estera che anche in casa Goldman Sachs i sempre più complessi sistemi computerizzati di trading non sono poi così perfetti.
Ma andiamo per gradi. Tutto è iniziato venerdì scorso, quando l’indice Shanghai Composite è schizzato al rialzo registrando in pochi minuti un balzo di 7 punti percentuali. Un movimento anomalo scatenato per un errore commesso dalla Everbright che ha immesso per sbaglio sul mercato 23,4 miliardi di yuan (circa 3,8 milioni di dollari) di ordini, causando il rialzo più repentino e violento della Borsa di Shanghai degli ultimi anni. L’errore di Everbright è stato descritto dalla China Securities Regulatory Commission come il primo del suo genere in Cina. Le autorità di controllo hanno avviato all’istante una indagine. Nel frattempo Everbright è stata sospesa per tre mesi e ha subito una perdita di 194 milioni di yuan. 
Oggi la Borsa di Shanghai ha chiuso sulla parità, con l’indice Shanghai Composite in progresso dello 0,02% a 2.072,96 punti. Il titolo Everbright ha terminato in rialzo dell’1%, dopo i pesanti cali dei giorni scorsi (ha perso circa 10 punti percentuali). 
Ma il pasticcio di Everbright non è il solo. Tant’è vero che ha preceduto di soli pochi giorni un altro errore nei sofisticati sistemi di programmazione sul trading. Questa volta Oltreoceano, e precisamente in casa Goldman Sachs. Ieri mattina in avvio di seduta, un errore al sistema informatico della banca americana ha immesso involontariamente ordini di acquisto e vendita di opzioni sui titoli, causando alterazioni di prezzi. Tuttavia, secondo quanto ricostruito, l’incidente informatico non dovrebbe tradursi in perdite significative per Goldman Sachs (il Financial Times parla di circa 100 milioni di dollari).