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Eurozona, tanta strada da fare: il risanamento dei bilanci del settore privato è solo all’inizio

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Per l’Eurozona la strada da fare è ancora molto lunga e, finora, assomiglia troppo a quella percorsa dal Giapponenel corso della sua ultradecennale crisi. John Greenwood, capo economista di Invesco, ha presentato a Milano l’outlook 2015 della società di gestione degli investimenti e ha sottolineato la differenza tra ciò che è accaduto e sta accadendo negli Stati Uniti e ciò che invece non sta succedendo in Europa. “Negli Stati Uniti – ha spiegato Greenwood – il processo di risanamento dei bilanci del settore privato è praticamente completato. Ciò permette ai bilanci delle famiglie e delle istituzioni finanziarie di tornare in attivo e alla crescita del Paese di riportarsi sui livelli pre-crisi con un aumento del Pil pari al 3%-3,5% annuo. Lo stesso non si può dire per l’Europa che ha ancora una lunga strada da fare. Il processo di risanamento dei bilanci nel settore privato è ancora all’inizio”.  E’ questa la ragione fondamentale per cui il Vecchio continente soffrirà anche nel 2015. Secondo l’outlook 2015 elaborato da Invesco la crescita europea sarà dello 0,6% contro l’1,1% medio stimato dal consenso. Anche sulla misura dei prezzi al consumo gli economisti di Invesco sono più pessimisti del consenso: 0,3% contro 0,6%. “Molti analisti si aspettano una ripresa dell’inflazione. In realtà l’esperienza dimostra che nei primi due anni di una ripresa l’inflazione continua a scendere. Se a questo aggiungiamo la bassa crescita monetaria e del credito, è impossibile aspettarsi una ripresa dell’inflazione: al contrario nel 2015 l’Europa sperimenterà alcuni mesi di deflazione”. E’ l’ennesima conferma della divergenza tra Stati Uniti, ma anche Gran Bretagna, ed Europa. Una divergenza che probabilmente porterà le prime due Banche centrali a rialzare i tassi di interesse nella seconda metà del 2015 mentre la Bce si avvierà verso un pieno Quantitative easing. Tuttavia parlare di Quantitative easing necessità di specificare a cui questo dovrà essere rivolto: “La Banca centrale europea – ha spiegato Greenwood – deve fare ciò che finora non ha fatto”. Secondo il capo economista di Invesco gli interventi messi in campo dalla Bce prima delle recenti decisioni di acquistare Abs, covered bond e di implementare le operazioni Tlrto, “sono state quasi interamente dirette al comparto bancario, senza alcuna garanzia che quest’ultimo trasferisse la liquidità ricevuta al settore privato. Da ora in avanti quello che la Bce deve fare è evitare per quanto possibile di rivolgere le sue operazioni di acquisto asset al settore bancario, ma dedicarsi piuttosto al settore non bancario”.