Eurozona: minacce stagnazione economica e rischi deflazionistici rafforzano richieste per QE europeo

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 05/11/2014 - 10:32
"Il Pmi dell'eurozona ci affida una triste lettura, dando l'immagine di un'economia claudicante, più incline a peggiorare che a riprendere vita. Se la produzione è aumentata a un tasso leggermente più rapido rispetto a settembre e in linea con la crescita trimestrale del Pil dello 0,2%, la situazione dei nuovi ordini quasi stagnante, con la peggiore lettura in quindici mesi, indica che il tasso di crescita potrebbe peggiorare nei prossimi mesi". E' di questo parere Chris Williamson, capo economista di Markit, dopo la lettura finale dell'indice Pmi servizi della zona euro che è calato a 52,3 punti a ottobre.
Secondo l'esperto "il calo dell'occupazione, per la prima volta da novembre, getta una nuova ombra sulle previsioni. Le aziende sono spesso costrette a tagliare gli organici per il restringimento dei margini di profitto".

"Le congiunte minacce della stagnazione economica - conclude Williamson - e dei crescenti rischi deflazionistici concorreranno a spingere la Bce a fare di più per stimolare la domanda nell'area della moneta unica, rafforzando le richieste per un alleggerimento quantitativo totale".
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