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Eurozona: mercati deboli su calo energetici. Inflazione rallenta a novembre, palla passa ora a Draghi

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Mercati europei negativi nell’ultima seduta della settimana, appesantiti dalle deboli performance del comparto energetico. Lo Stoxx Europe 600 Oil & Gas cede oltre il 4% in scia alla discesa dei prezzi del petrolio all’indomani della decisione dell’Opec di non tagliare la produzione, mantenendo il livello attuale e pari a 30 milioni di barili al giorno. 
Se la discesa repentina del petrolio e i suoi effetti sui diversi settori rimangono uno dei temi caldi sui mercati, tra i market mover di giornata figurava anche la pubblicazione dell’inflazione nella zona euro, ai minimi degli ultimi cinque anni. Il dato preliminare di novembre ha evidenziato un calo, in linea con le stime, dallo 0,4 allo 0,3% annuo. L’indice “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, come quelle energetiche, si è invece confermato allo 0,7 per cento.
Quanto all’Italia, secondo le stime preliminari diffuse oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, è diminuito dello 0,2% rispetto al mese precedente ed è aumentato dello 0,2% nei confronti di novembre 2013 (era +0,1% a ottobre).
Questi dati, uniti a quelli pubblicati ieri in Germania che ha visto i prezzi al consumo scendere in novembre allo 0,5% (minimo da febbraio 2010), sembrano andare tutti in una unica direzione e confermare una debolezza diffusa della dinamica dei prezzi. Un argomento scottante, quello dell’inflazione, che arriverà sul tavolo del consiglio direttivo della Banca centrale europea che si riunirà giovedì prossimo a Francoforte. In vista del meeting i mercati attendono soprattutto le dichiarazioni del numero uno della Bce, Mario Draghi, che secondo le recenti indiscrezioni potrebbe proporre l’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario. 
E in questo scenario così surriscaldato i listini europei imboccano la strada dei ribassi: il Ftse 100 cede circa lo 0,7%, mentre il Dax mostra un calo dello 0,39 per cento. Giù anche il Cac40 che flette di mezzo punto percentuale. Giornata di vendite anche per Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede circa lo 0,77% a 19.945,87. Sul fondo del listino milanese finiscono le big dell’energia, tra cui Saipem (-4,27%), Tenaris (-3,38%) ed Eni (-3,09%).