1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Dati Macroeconomici ›› 

Eurozona: inflazione scende ancora. Aumenta il pressing sulla Bce, cosa farà giovedì?

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Il nuovo calo dell’inflazione nell’Eurozona e la disoccupazione ad alti livelli alimentano la pressione sulla Banca centrale europea (Bce) affinché lanci nuove misure di stimolo per sostenere la fragile economia, messa a rischio anche dalle rinnovate tensioni geopolitiche. In questi ultimi giorni si è rafforzata tra gli analisti l’ipotesi di un piano di quantitative easing (QE) in salsa europea già entro la fine dell’anno. Ma che farà la Bce nella riunione in agenda giovedì 4 settembre?
Lo scenario
Secondo la prima lettura dell’inflazione elaborata dall’Eurostat, l’indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona ha segnato ad agosto un rialzo dello 0,3% su base annua, in calo rispetto al +0,4% del mese precedente, ma in linea con le attese degli analisti. Si tratta del livello più basso dall’ottobre 2009. Il calo, secondo l’ufficio di statistica dell’Unione europea, deriva soprattutto dal declino dei prezzi energetici. Con un’inflazione sempre più vicina allo zero, si riduce il cuscinetto che separa l’Eurozona dalla deflazione: dopo la Spagna, oggi anche l’Italia è caduta in deflazione per la prima volta dal 1959. Non sono incoraggianti nemmeno le altre indicazioni arrivate nei giorni scorsi relative alla ripresa economica, con i deboli indici Pmi e il calo della fiducia delle imprese, mentre la disoccupazione rimane ferma all’11,5%. 
Cosa aspettarsi dalla Bce?
I dati rafforzano il pressing sulla Bce affinché lanci nuovi stimoli, dopo quelli di giugno. Lo stesso presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, durante il suo intervento al simposio di Jackson Hole, si era dimostrato più aggressivo del solito, alimentando le aspettative dei mercati di una mossa a breve. “Ci aspettiamo che la Bce tagli i tassi di interesse di riferimento di un ulteriore 0,10% nella riunione di settembre, portando il tasso di deposito ancor più in negativo (-0,20%)”, sostengono gli analisti di Nomura, che scommettono anche sul lancio di un programma di acquisto ABS al massimo entro dicembre per 50-100 miliardi di dollari e di un piano di quantitative easing (QE) a breve: “Abbiamo rivisto al rialzo la possibilità del lancio di un QE nel 2015 al 45% dal precedente 35%, con inizio nel mese di marzo, e abbiamo alzato anche la probabilità che il QE prenda il via quest’anno, al 30% dal precedente 25%”, concludono a Nomura. Più ottimisti gli esperti di Credit Suisse, secondo cui il quantitative easing arriverà già entro la fine dell’anno. “Il QE potrebbe essere chiaramente segnalato ai mercati già nella riunione della prossima settimana – sostengono gli analisti del broker svizzero – anche se l’implementazione avverrà più tardi, nel quarto trimestre, dopo la prima operazione TLtro e la conclusione degli asset quality review e stress test sulle banche”. Di parere contrario, invece, Martin van Vliet, analista di Ing: “Anche se la possibilità di un QE da parte della Bce è recentemente salita, a nostro avviso non è imminente. Continuiamo a pensare che la Bce vorrà rilanciare il programma di acquisto di ABS e vedere i risultati della prima asta TLTRO (in agenda il 18 settembre), prima di introdurre nuove misure di allentamento”.