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Eurozona fa più paura della Brexit: banche centrali fuggono dall’euro e scelgono la sterlina

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I rischi politici che assediano l’Europa fanno più paura della Brexit, almeno alle banche centrali. Di conseguenza, gli istituti – spaventati anche dall’era dei tassi negativi che è stata inaugurata dalla Bce di Mario Draghi, e dai ritmi di crescita ancora non del tutto convincenti, stanno smobilizzando le loro posizioni in euro, a favore della sterlina, considerata una valuta stabile nel lungo periodo. E’ quanto emerge da un sondaggio reso noto lunedì, a cui hanno partecipato i gestori delle riserve di 80 banche centrali che, insieme, sono responsabili di investimenti per un valore do quasi 6 trilioni (6.000 miliardi) di euro e per cui la più grande paura per il 2017 è la stabilità dell’Unione monetaria.

Dai numeri – che sono stati compilati dalla rivista Central Banking Publications e da HSBC all’inizio dell’anno e riportati qualche ora fa dal Financial Times – risulta che alcuni partecipanti al sondaggio hanno addirittura portato a zero la loro intera esposizione verso l’euro, mentre altri hanno ridotto le loro partecipazioni in asset denominati in euro al minimo.

Più di 2/3 delle 80 banche centrali ha cambiato l’allocation del proprio portafoglio, e una proporzione simile ha apportato modifiche alla duration degli investimenti.

A ‘fuggire’ dall’euro sono state soprattutto le banche centrali dei paesi emergenti e in via di sviluppo. La decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea non ha intaccato invece la popolarità della sterlina, con il 71% degli interpellati che ha affermato che l’appetibilità della valuta rimane invariata nel lungo termine.

E’ vero che i banchieri centrali hanno precisato di poter diventare più cauti nel posizionarsi sulla sterlina, nel corso dei prossimi anni. Tuttavia, molti di loro vedono la Brexit come una opportunità per diversificare i loro portafogli, in futuro.

Quasi l’80% degli intervistati ha ammesso che l’elezione di Donald Trump a presidente Usa non ha modificato l’outlook complessivo sul dollaro.

Un terzo ha parlato apertamente delle preoccupazioni sul futuro dell’Eurozona, a causa della crescente instabilità politica dell’area, vulnerabile all’espansione del populismo e del sentiment anti-euro, presto alla prova del nove con le elezioni francesi e tedesche.