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Eurozona, Dietrofront degli emittenti obbligazionari dopo il ciclone Deutsche Bank

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In concomitanza con la chiusura di 200 filiali Deutsche Bank (un quarto di quelle possedute in Germania) e con l’annuncio del piano di riduzione di costi da un miliardo di euro attraverso 9mila licenziamenti di Commerzbank, ovvero nel mezzo della pesante crisi che ha coinvolto la prima e la seconda banca tedesca, diverse istituzioni finanziarie in settimana hanno annullato nuove emissioni. Norddeutsche Landesbank e Lufthansa, per esempio, hanno già fatto un passo indietro rispetto alle emissioni obbligazionarie pianificate. Ma si tratta di un segnale improvviso di disciplina del mercato, oppure di un’imminente crisi del credito?
 
Emissioni in ritirata
 
“Sostenuti da un impegno senza precedenti da parte della Banca centrale europea, che durante l’anno ha lanciato un programma di acquisto di obbligazioni societarie tuttora in corso, i mercati obbligazionari principali nei quali le società vendono nuovi bond al pubblico sono diventati roventi – spiega Michael Boye, Fixed IncomeTrader di Saxo Bank – Le società hanno cercato di approfittare delle condizioni favorevoli sui prestiti e gli investitori hanno fatto di tutto per accaparrarsi gli asset ad alto rendimento”. Secondo lo strategist questa situazione ha però sollevato preoccupazioni relative alla disciplina del mercato e al rischio morale, poiché i rendimenti su alcuni prestiti hanno raggiunto livelli quasi impensabili: tra tutte, le obbligazioni zero-coupon di Unilever, o i bond con rendimento negativo appunto di Deutsche Bank. “Tuttavia – aggiunge Boye – durante la settimana gli emittenti obbligazionari hanno stretto un po’ troppo la corda. E lunedì scorso Lufthansa ha ritirato un’emissione di obbligazioni pianificata a sette anni in seguito alla domanda insoddisfacente rispetto ai livelli di prezzo indicati”.
 
Rischio di downside
 
Apparentemente questa volta gli investitori non si sono fatti ingannare. Se fosse una prova della disciplina del mercato, sarebbe senza dubbio uno sviluppo incoraggiante. Ma ciò accade nel momento in cui la fiducia del mercato nei confronti di Deutsche Bank, il più grande finanziatore della Germania, è stata nuovamente messa alla prova. “Anche la Norddeutsche Landesbank, lo scorso martedì, ha ritirato l’emissione di bond prevista per la settimana, confermando le preoccupazioni diffuse sul settore bancario tedesco”, commenta Boye. Che aggiunge: “Per il mercato del credito e i mercati finanziari in generale, questo rappresenta uno scenario davvero spaventoso, in quanto una crisi del credito farebbe crollare i fondamentali delle valutazioni degli asset”. “Visti i livelli elevati di spread di credito in tale contesto storico e qualora l’incertezza che circonda Deutsche Bank dovesse persistere, ci sarebbero le basi per un potenziale downside del credito europeo nel breve termine”, conclude Boye.