L'Eurostat porta il deficit greco al 13,6%, l'euro perde terreno

Inviato da Luca Fiore il Gio, 22/04/2010 - 11:53

L'Eurostat ha da poco annunciato che il rapporto deficit/Pil di Atene nel 2009 non è si è attestato al 12,9% ma al 13,6%. Immediata la reazione della moneta unica, che, già debole, ha ampliato le perdite contro dollaro. In questo momento il cross tra le due valute è nei pressi dei minimi di seduta a 1,3351; la moneta unica perde terreno anche contro yen, a 124,34, e vs la sterlina 0,8661.

 

Ma non è finita qui. La revisione messa in campo dall'Istituto di Statistica europeo è destinata ad essere ulteriormente rivista, e "probabilmente al rialzo" (0,3-0,5%), visto che permangono "incertezze sul surplus dei fondi della sicurezza sociale, sulla classificazione di alcune entità pubbliche e sulla registrazione di operazioni swap". Atene è comunque in buona compagnia, con il deficit nella Zona Euro al 6,3% (2% nel 2008) ed il rapporto debito/Pil al 78,7% (dal 69,4%).

 

La notizia arriva in corrispondenza dei colloqui tra Grecia, Unione europea e Fondo monetario sul pacchetto di salvataggio, che dovrebbero concludersi a metà maggio; intanto lo stesso Fondo monetario ieri ha alzato le stime di crescita 2010 dal 3,9 al 4,2%, portando il Pil 2010 degli Stati Uniti dal 2,7 al 3,1%, quello del Giappone dall'1,7% all'1,9% e quello della Cina dall'8,7% al 10%. Ferma, ad un più modesto 1%, la crescita europea.

 

Per quanto riguarda i dati macroeconomici di oggi, indicazioni positive dal Pmi europeo relativo il manifatturiero ed il settore dei servizi di aprile, con il primo salito a 57,5 punti (da 56,6) ed il secondo a 55,5 (da 54,1); dalla Gran Bretagna inferiore alle stime il +0,4% della vendite al dettaglio a marzo. Dagli Stati Uniti in arrivo i prezzi alla produzione, attesi in rialzo di mezzo punto percentuale in versione completa e dello 0,1% per quella depurata dalle componenti più volatili, gli aggiornamenti relativi le nuove richieste di sussidio, pronosticate in calo a 455.000, e le vendite di case esistenti, che gli analisti si attendono in crescita a 5,3 mln.

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