Europa: spaccatura all'interno della Bce, la Germania raccoglie le critiche

Inviato da Valeria Panigada il Lun, 11/11/2013 - 15:20
Una Europa divisa in due. Da una parte i Paesi del Nord, capitanati dalla Germania, che criticano fortemente l'ultima mossa della Banca centrale europea (Bce), dall'altra i Paesi del Sud che arrancano e appoggiano la politica di Mario Draghi. Ma la frattura, che ormai da tempo sta emergendo nel Vecchio continente, è evidente anche fuori dalla Bce. Lo squilibrio infatti potrebbe ampliarsi nei prossimi giorni, quando la Commissione europea discuterà della Germania e del suo eccessivo surplus commerciale che danneggerebbe gli altri Paesi della zona euro.
 
La spaccatura all'interno della Bce viene confermata oggi da un articolo del Financial Times, secondo cui il taglio dei tassi a sorpresa dello scorso giovedì ha profondamente diviso il consiglio direttivo. In particolare, vi sarebbe stato il dissenso verso la mossa di Draghi di sei membri su 23, facenti riferimento a governatori di banche centrali del Nord Europa. Oltre alla Germania, il quotidiano britannico cita tra i dissidenti anche l'Olanda e l'Austria. Uno scontro che, se si dovesse accentuare, potrebbe pesare sulle prossime decisioni della Banca centrale europea, necessarie a sostenere l'Eurozona e ad evitare una possibile spirale deflattiva.

Ma non è tutto. Ad alimentare lo scontro con la Germania ci si è messo nei giorni scorsi anche Olli Rehn. Nel suo commento alle nuove previsioni autunnali della Commissione europea, il commissario per gli affari economici e monetari ha fatto sapere che questa settimana sarà discusso il tema Germania e il suo eccessivo surplus di partite correnti. E' dal 2007 che la Germania ha un rapporto surplus/Pil superiore al 6% e questo danneggerebbe gli altri Paesi dell'area come già in precedenza hanno dichiarato l'Fmi e gli Usa.

Proprio a fine ottobre il Tesoro americano aveva puntato il dito contro la Germania, accusandola che le sue politiche hanno indebolito nel tempo l'Eurozona. Secondo il Tesoro Usa, Berlino punterebbe troppo sulle esportazioni e troppo poco sulla domanda interna, a danno degli altri Paesi della zona euro. "La Germania ha mantenuto un surplus commerciale nel corso della crisi finanziaria e nel 2012 l'avanzo era più grande di quello della Cina - si legge nel suo rapporto mensile - Il ritmo anemico della crescita della domanda interna della Germania e la dipendenza dalle esportazioni hanno ostacolato il riequilibrio in un momento in cui molti altri Paesi della zona euro sono stati sottoposti a forti pressioni per frenare la domanda e comprimere le importazioni al fine di promuovere l'adeguamento. Il risultato è stata una tendenza deflazionistica per la zona euro, come per l'economia mondiale". 

A settembre, la bilancia commerciale tedesca ha mostrato un surplus pari a 20,4 miliardi di euro, in crescita rispetto all'avanzo di 13,3 miliardi registrato nella precedente rilevazione e oltre le stime degli analisti ferme a 15,4 miliardi. Le esportazioni su base mensile sono aumentate dell'1,7% mentre le importazioni hanno subìto un calo dell'1,9%. Mercoledì, la Commissione europea avvierà una indagine sul Paese teutonico e gli squilibri commerciali.
COMMENTA LA NOTIZIA