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Europa: rischio recessione sempre più vicino, tagliate stime crescita per il 2012 e 2013

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La ripresa economica dell’Europa si è fermata e la recessione è sempre più vicina. E’ la previsione per i Paesi del Vecchio continente, arrivata oggi dalla Commissione europea nel suo outlook d’autunno. “Il forte deterioramento della fiducia colpisce investimenti e consumi, la debolezza della crescita mondiale frena le esportazioni, l’urgenza di risanamento dei conti pubblici grava sulla domanda interna. Secondo le previsioni attuali la stagnazione del Pil nell’Unione europea si trascinerà ben oltre il primo trimestre 2012”. Uno scenario che ha portato la Commissione europea a una drastico taglio delle stime di crescita rispetto a quelle formulate in primavera. “La crescita è ferma in Europa: siamo a rischio di una nuova recessione”, ha commentato Olli Rehn, vicepresidente della Commissione, responsabile degli Affari economici e monetari. 

Le nuove stime
Il Prodotto interno lordo (Pil) del Vecchio continente per l’intero 2012 è previsto intorno allo 0,5% (contro il +1,18% stimato prima) e in lenta ripresa entro il 2013, nell’ordine dell’1,5%. Non si prevedono miglioramenti concreti sul mercato del lavoro e la disoccupazione non si muoverà dagli alti livelli attuali, intorno al 9,5%. L’inflazione dovrebbe ritornare invece sotto il 2% nei mesi a venire. Le previsioni di rallentamento economico non risparmiano alcun gruppo di Stati membri, anche se permangono divergenze nella crescita. Se da una parte c’è una Estonia, che crescerà di un 3,2% nel 2012 e di un 4% nel 2013, dall’altro c’è una Grecia che dovrebbe evidenziare un -2,8% l’anno prossimo e un +0,7% nel 2013. La Germania dovrebbe vedere il Pil migliorare dello 0,8% nel 2012 e dell’1,5% nel 2013 (contro stime precedenti di un +2,6% e di un +1,9% rispettivamente). Da segnalare che l’Irlanda dovrebbe espandersi dell’1,1% l’anno prossimo e di un 2,3% l’anno dopo, mentre l’altro malato d’Europa, il Portogallo evidenzierà un -3% nel 2012 e un +1,1% nel 2013.

Le previsioni sull’Italia
Le stime di crescita dell’economia italiana sono state riviste al ribasso. Quest’anno il Pil è visto crescere dello 0,5% rispetto al +0,7% indicato a settembre e al +1% delle stime di primavera. Il prossimo anno l’economia dovrebbe segnare una crescita flebile dello 0,1% e nel 2013 dello 0,7%. Le nuove stime prevedono per l’Italia ancora un rapporto deficit/Pil dell’1,2% rispetto al pareggio di bilancio indicato dall’Italia. Per il 2011 confermata la stima del 4%, mentre per il 2012 è stato rivisto a 2,3% dal 3,2% delle stime di primavera. Il debito è atteso al 120,5% del Pil quest’anno, al 118,7% nel 2012 e al 118,7% nel 2013.

Anche la Bce abbassa le stime
Sempre oggi, la Banca centrale europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Eurozona per i prossimi anni. Secondo quanto si apprende dalla “Survey of Professional Forecasters” contenuta nel bollettino mensile di novembre, per l’anno in corso le stime sul Pil scendono da +1,9% a +1,6%. Per l’anno prossimo da +1,6% a +0,8%, e per il 2013 da +1,8% a +1,6%. Il tasso di disoccupazione è atteso al 10% per il 2011 e il 2012 e al 9,7% per il 2013. Di fronte a queste stime, la Bce invita i governi di tutti i Paesi dell’area dell’euro ad accelerare l’attuazione di riforme strutturali, in quanto è indispensabile che il risanamento di bilancio e le riforme procedano di pari passo per rafforzare la fiducia, le prospettive di crescita e la creazione di posti di lavoro.

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