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Europa: il rally può continuare?

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Riceviamo e pubblichiamo il commento di Tim Stevenson, manager del Fondo Henderson Horizon Pan European Equity, che ci dà un parere sul se e come la recente svolta a favore dell’Europa potrà continuare.

“Abbiamo assistito a una significativa variazione del sentiment a proposito dei titoli europei, che hanno recuperato buona parte di quanto avevano perso sia rispetto al mercato americano sia rispetto al comparto obbligazionario.

Potrà continuare questo momento positivo? Ci sono chiari segnali del fatto che le economie europee sono almeno riuscite a interrompere il trend negativo e che, per il 2013, potrebbero cominciare a sperare in qualcosa di meglio. Nel corso dell’ultima conferenza stampa, Mario Draghi ha evidenziato alcuni segnali positivi: in particolare, “i rendimenti obbligazionari e credit default swaps (CDS) sui debiti sovrani sono diminuiti, i mercati azionari stanno migliorando e la volatilità è ai minimi storici”.

I bilanci del sistema TARGET2 si sono ridotti. E anche le dimensioni del bilancio generale della Banca Centrale Europea, spesso considerate una fonte di rischio, stanno continuando a contrarsi. Quindi, nel complesso, abbiamo segnali che dimostrano come la frammentazione si stia gradualmente riducendo”.

Il quadro è ancora lontano dal renderci euforici, considerando che questa ritrovata stabilità deve ancora traferirsi all’economia reale – la disoccupazione è ancora elevata e, con una crescita che probabilmente rimarrà ridotta, ci vorranno anni prima che il debito possa davvero rientrare. Gli indicatori di questo recente miglioramento del sentiment potrebbero alimentare un circolo virtuoso di crescita positiva, con le aziende che sceglieranno di utilizzare le ingenti riserve di liquidità a loro disposizione e che beneficeranno dei tassi di finanziamento ai loro minimi storici.

Ciò significa che gli utili dovrebbero registrare un certo incremento quest’anno per la maggior parte delle aziende europee. Quindi, mentre le performance dell’anno scorso sono state supportate completamente dalle vendite eccessive e dalla contrazione dei prezzi delle azioni europee, quest’anno si dovrebbe invece assistere a un miglioramento dei mercati dovuto agli utili in crescita. Qualsiasi ulteriore passo avanti nelle valutazioni a livello europeo dovrebbe portare gli investitori ad allontanarsi (abbastanza felicemente) da aree di investimento più costose, come il mercato azionario statunitense. Tuttavia, è più verosimile che lo spostamento avverrà dal comparto obbligazionario – dove il flusso di capitale avuto negli utlimi anni ha creato una serie di situazioni tipiche delle cosiddette “bolle”. E’ ormai da un anno che noi equity manager europei sosteniamo che molte obbligazioni emesse in area euro fossero eccessivamente costose e che un passaggio dai bond all’azionario fosse pienamente giustificato”.