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Europa: Moody’s poco soddisfatta dal summit, rating in revisione nel primo trimestre 2012

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Il tanto atteso summit europeo, svoltosi nei giorni scorsi a Bruxelles, non ha fatto cambiare idea a Moody’s. L’agenzia di rating Usa ha ribadito oggi la sua intenzione di rivedere i giudizi sui Paesi dell’Eurozona nei primi mesi del 2012. Secondo l’agenzia, le misure annunciate finora sono scarse sia in quantità che in qualità. “La continua assenza di misure decisive nel recente summit fa rimanere l’Unione europea soggetta a ulteriori shock e l’area euro sotto continua minaccia”, si legge nella nota diffusa oggi. Ecco il perchè:

Innanzitutto, le decisioni annunciate nel summit rivolte al coordinamento fiscale e al sostegno dei rischi sono simili a quelle precedentemente annunciate. Moody’s ricorda che le misure per rafforzare il controllo degli eccessivi disavanzi erano state annunciate nel primo semestre 2011, mentre l’intenzione di rafforzare la struttura dei bilanci nazionali e migliorare il coordinamento e la cooperazione era stata annunciata nel mese di ottobre, come anche l’obiettivo di aumentare le potenzialità del fondo salva stati Efsf.

Non solo. Il recente summit ha evidenziato le divergenze tra i leader europei. “Queste misure riflettono la continua tensione tra il riconoscimento da parte leader della zona euro della necessità di aumentare il sostegno ai Paesi fiscalmente più deboli e l’opposizione significativa all’interno dei Paesi più forti per farlo”, spiega l’agenzia. Più a lungo rimangono queste tensioni, maggiore è il rischio di nuove sfide, già consistenti, sul fronte del coordinamento e della riduzione del debito sovrano.

In conclusione, Moody’s non scarta l’idea di un peggioramento della situazione e di possibili fallimenti di alcuni Paesi europei. Secondo l’agenzia, gli shock che possono materializzarsi anche in questo scenario “positivo” (in cui l’area euro sembra essere preservata da ulteriori default) portano a implicazioni negative nei prossimi mesi. “Inoltre, più aumenta l’approccio con divergenze politiche, maggiore è la probabilità di scenari più gravi, compresi quelli relativi a default multipli da parte dei Paesi dell’area dell’euro e quelli che prevedono l’uscita dalla zona euro”.