Europa, mercati azionari: fase di alta volatilità non ancora in archivio

Inviato da Alessandro Piu il Lun, 20/10/2014 - 10:32
La fase di tensione sui mercati azionari non è ancora finita. La reazione di venerdì scorso, favorita anche dal retro pensiero di un possibile rinvio del rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, non modifica il quadro grafico deficitario dei listini, specialmente quelli europei. D'altronde, come sottolinea Michael Hewson chief market analyst di CMC Markets UK "le ragioni che stanno dietro alla caduta delle Borse rimangono largamente irrisolte. E questo a prescindere dal fatto che la Federal Reserve decida o meno di estendere il suo programma di Quantitative easing come suggerito dal presidente della Fed di St Louis James Bullard, tra l'altro un membro non votante". A ben guardare, oltretutto, lo spauracchio del rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed non basta a giustificare tutta questa tensione: "L'indebolimento dei dati economici e dell'inflazione e il calo del prezzo del petrolio sono in atto da giugno. Chiunque abbia pensato a un rialzo imminente non ha tenuto conto di questi dati". Dati che peraltro continueranno ad essere deboli: "Le preoccupazioni su una recessione in Europa non sono sparite - prosegue Hewson - così come non se ne sono andate quelle su un rallentamento della Cina. Anzi, troveranno probabile conferma nelle rilevazioni macroeconomiche in uscita in settimana". Martedì è attesa la pubblicazione del Pil cinese relativo al terzo trimestre con una previsione di rallentamento dal 7,5% al 7,3% mentre le vendite al dettaglio di settembre sono stimate in frenata. Verso la fine della settimana usciranno le rilevazioni sul Pmi manifatturiero e servizi di Francia e Germania e anche in questo caso le previsioni non sono ottimistiche.
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