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Europa: indice Ifo su fiducia imprese tedesche migliora, massimi da luglio. Borse rimangono deboli

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Migliora la fiducia delle imprese tedesche. All’indomani delle positive indicazioni arrivate dal Pmi della zona euro, anche oggi sono giunti segnali confortanti dalla Germania, la locomotiva d’Europa. Un ulteriore dato che mette in evidenza come l’economia tedesca e quella dell’eurozona stiano percorrendo la strada della crescita. Nel dettaglio, l’indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche è migliorato: il dato di marzo si è attestato a marzo a 107,9 punti rispetto ai 106,8 punti di febbraio, oltre le attese del mercato ferme a 107,3 punti. L’indice ha così raggiunto i massimi da luglio 2014. L’Istituto Ifo ha messo in luce che le imprese tedesche sono più ottimiste sui futuri sviluppi dell’economia teutonica, che continua a crescere.
“Il graduale miglioramento continua“, afferma Carsten Brzeski, economista di Ing, riferendosi all’Ifo, uno dei principali indicatori per l’economia tedesca diffuso in mattinata. “L’indice Ifo è salito per il quinto mese consecutivo, passando ai 107,9 punti di marzo dai 106,8 di febbraio, un miglioramento che indica che l’economia ha guadagnato ulteriore slancio”.
L’ottimismo sembra dunque essere tornato sul versante tedesco. “La forte crescita registrata nel quarto trimestre del 2014, combinata con i bassi prezzi dell’energia e la debolezza dell’euro ha rafforzato la fiducia nell’economia – spiega Carsten Brzeski – Tuttavia, l’indice Ifo di oggi è ancora solo leggermente al di sopra della media degli ultimi cinque anni”. 
Guardando al futuro, secondo l’economista di Ing, la domanda interna giocherà un ruolo importante nella crescita dell’economia tedesca. “Un solido mercato del lavoro, l’aumento dei salari, una bassa inflazione, oltre a tassi di interesse così bassi dovrebbe sostenere i consumi – spiega Brzeski – Inoltre, le esportazioni dovrebbero aumentare ulteriormente in scia alla debolezza dell’euro. L’unica incognita per la domanda interna è l’investimento privato. Su questo fronte, le condizioni di finanziamento maggiormente favorevoli non hanno ancora portato ad un aumento significativo. A pesare probabilmente la mancanza di forti incentivi e la continua incertezza, derivante dalla crisi greca e dal conflitto russo-ucraino. Di conseguenza, i principali rischi per le prospettive positive tedesco arrivano al di fuori dei confini nazionali”.
“Tutto sommato – conclude l’esperto – sembra che la Bce e il QE consentono all’economia tedesca di estendere il suo ciclo d’oro, senza nuove riforme“.
Nonostante le positive indicazioni arrivate dall’economia tedesca, che dimostra di essersi mossa positivamente nel primo trimestre del 2015, sulle principali piazze finanziarie del Vecchio continente prevale l’incertezza: il Cac40 cede mezzo punto percentuale, mentre il Dax di Francoforte mostra un -0,34%. Dopo i ribassi della vigilia il Ftse 100 si muove poco sopra la parità (+0,06%), sui livelli visti in avvio di scambi. Sulla stessa lunghezza d’onda il Ftse Mib che viaggia a 23.242,55 punti (-0,39%).