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L’Europa inciampa ancora sui timori della tenuta del sistema bancario

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Ci risiamo. I timori sulla tenuta del sistema bancario europeo mandano in tilt le Borse. Le piazze europee affondano questa mattina appesantite dai titoli finanziari. Ancora una volta i dubbi sulla loro capacità di finanziamento della zona euro torna a fare paura. Con gli investitori che guardano con una certa apprensione a giovedì quando si teme il concretizzarsi di una crisi di liquidità.


Dopo domani le banche europee dovranno restituire 442 miliardi di euro alla Banca centrale europea. E per molti i nodi verranno al pettine. Così ecco che l’indice Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, cede meno di due punti percentuali, con diverse piazze azionarie che fanno decisamente peggio, a partire da Madrid e Milano, in ribasso di oltre due punti e mezzo. Atene invece tiene ed è limata di poche frazioni di punto.

In alcune sale operative osservano che “ci sono timori che la crescita si blocchi di colpo e che i problemi legati al debito sovrano siano più alti di quanto pensiamo”. Per Silvio Peruzzo di Royal Bank of Scotland il nervosismo delle Borse si basa su paure infondate perché” nel caso in cui si verificasse uno shortage di liquidità la Bce interverrà subito”.


“La Banca centrale europea ha ribadito che la liquidità a tre mesi continuerà a restare illimitata. Domani è già programmata un’operazione, cui le banche potranno partecipare per rinnovare il funding di cui hanno bisogno”, ricorda l’esperto. “Il mercato è spaventato dall’ammontare della restituzione (442 mld di euro), ma si tratta di una paura più psicologica che di natura fondamentale”.

“Non vedo un liquidity risk in questo momento, piuttosto se proprio vogliamo trovare un neo il rischio sul sistema bancario riguarda la pubblicazione degli stress test, che verranno resi noti il mese prossimo e faranno vedere quali sono gli istituti in condizioni di salute e quali no: in quell’occasione usciranno i nomi dei vincenti e dei perdenti e verranno annunciate misure di ricapitalizzazione, per evitare nuovi attacchi speculativi – prosegue Peruzzo – . Il focus pertanto dovrebbe essere questo, piuttosto che concentrarsi su un ipotetico shortage, che verrà risolto dalle facility che la Bce ha disegnato”.


Come segnala Frédéric Buzaré, responsabile globale gestione azionaria tradizionale di Dexia Asset Managet, il tarlo del mercato in questo momento è se fidarsi o meno. E la risposta di fronte ai continui saliscendi dei mercati è no. “In questo momento c’è un eccesso di pessimismo sulla Borsa, che si sta chiedendosi se profitti e margini siano sostenibili – dice Buzaré – . Noi siamo convinti che i mercati stiano già scontando una crescita degli utili quasi nulla per il 2011 e stiano prendendo in considerazione un valore futuro molto basso. Non credendo all’ipotesi di una doppia recessione, restiamo positivi, anche se potrebbero comunque persistere dubbi nel breve termine, poiché dopo una crisi finanziaria traumatica la fiducia è molto bassa”.


“La prudenza ci sembra d’obbligo nei prossimi mesi, almeno. Non lasciamo però che il pessimismo prenda il sopravvento”, gli fa eco Sebastian Paris-Horvitz di Ing Investment Managers. “Troppe nuvole si stanno addensando all’orizzonte perché si verifichi un rapido dissiparsi dell avversione al rischio. E in quest’ottica sopraffatti dalla crisi in Europa, abbiamo assistito ad un brusco aumento dell’avversione al rischio degli investitori e, con essa, della volatilità. Il panico si è impossessato dei mercati – conclude – . Si sa che, in queste fasi, i movimenti di prezzo sono bruschi e spesso esagerati”.

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