1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Europa in marcia: da Pmi segnali di crescita, ma si guarda a spauracchio inflazione

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Eurolandia si risveglia nel 2011 cercando di scrollarsi di dosso i fantasmi della crisi del debito. Lo fa cullandosi nei dati dell’attività nel settore manifatturiero della zona euro, aumentata più rapidamente di quanto inizialmente stimato nel mese di dicembre, con il ritmo industriale in Spagna e in Irlanda che sta iniziando a marciare al passo di Germania e Francia. Secondo l’indagine di Markit l’attività manifatturiera tedesca è stata ancora una volta la più forte nel Vecchio Continente, con il Pmi in aumento a 60,7 da 58,1 di novembre, raggiungendo il livello più alto dal mese di luglio. Ma adesso non è più una voce sola nell’Europa.


In Italia il Pmi è, infatti, salito al 54,7 dal 52,9. Segnali positivi sono arrivati anche dalle economie più deboli, che stanno cominciando a condividere l’espansione manifatturiera. E’ il caso del Pmi irlandese salito per il terzo mese consecutivo, a 52,2 dal 51,2 di novembre e di quello spagnolo cresciuto a 51,5 da 50,0. Tuttavia, l’attività ha continuato a diminuire in Grecia, dove il Pmi è sceso a 43,1 da 43,9 di novembre, il livello più basso da agosto. Mentre il Pmi per il settore manifatturiero è sceso in Francia a 57,2 da 57,9.

“La Germania è rimasta l’economia guida, visto la crescita quasi record, seguito dalla Francia, dove il Pmi è scivolato solo leggermente dal picco di dieci anni segnato in novembre”, osserva Chris Williamson, economista di Markit. “Tuttavia, accogliamo con piacere i segnali di recupero che sono stati evidenti anche nella periferia, dove le esportazioni hanno contribuito a rafforzare la crescita del prodotto in tutti i casi ad eccezione della Grecia, dove il tasso segna un declino almeno moderato”.


“La Germania continua a guidare la ripresa in Eurolandia con una crescita vicino ai massimi storici, seguita dalla Francia ma segnali incoraggianti arrivano anche dalla periferia, ad eccezione della Grecia, dove però il declino rallenta”, spiega il capo economista di Markit, Chris Williamson a Bloomberg. Questi dati, aggiunge, “indicano che la ripresa nel settore manifatturiero si sta espandendo anche ad altri Paesi e che la crescita economica all’inizio del 2011 potrebbe oltrepassare i confini franco-tedeschi”.


“I Pmi dell’area Euro sono andati meglio rispetto ai preliminari e anche l’Italia ha battuto le attese: questi dati continuano a segnalare che ci saranno miglioramenti sul fronte crescita anche nei prossimi mesi”, spiega Carmela Pace di Mps Finance a Finanza.com. “In area euro è grande l’attesa di espansione dell’economia, ma bisogna fare i conti anche con lo spauracchio dell’inflazione. In questo senso domani sarà interessante osservare le indicazioni che fornità il Cpi in area euro, si tratta del dato preliminare, e non escluderei un crescita del 2,1% (contro sondaggio Bloomberg +2%), a causa del rialzo delle materie prime”. A dicembre in Germania i prezzi sono saliti dell’1,2%, ossia ai massimi da ottobre 2008. E il caso tedesco potrebbe non essere isolato. La Banca centrale europea potrebbe quindi trovarsi con un problema in più. Anche se, secondo alcuni osservatori, a Francoforte guardano all’andamento dell’inflazione nel medio termine.