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Europa in marcia: da Pmi segnali di crescita, ma si guarda a spauracchio inflazione -1

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Eurolandia si risveglia nel 2011 cercando di scrollarsi di dosso i fantasmi della crisi del debito. Lo fa cullandosi nei dati dell’attività nel settore manifatturiero della zona euro, aumentata più rapidamente di quanto inizialmente stimato nel mese di dicembre, con il ritmo industriale in Spagna e in Irlanda che sta iniziando a marciare al passo di Germania e Francia. Secondo l’indagine di Markit l’attività manifatturiera tedesca è stata ancora una volta la più forte nel Vecchio Continente, con il Pmi in aumento a 60,7 da 58,1 di novembre, raggiungendo il livello più alto dal mese di luglio. Ma adesso non è più una voce sola nell’Europa. In Italia il Pmi è, infatti, salito al 54,7 dal 52,9. Segnali positivi sono arrivati anche dalle economie più deboli, che stanno cominciando a condividere l’espansione manifatturiera. E’ il caso del Pmi irlandese salito per il terzo mese consecutivo, a 52,2 dal 51,2 di novembre e di quello spagnolo cresciuto a 51,5 da 50,0. Tuttavia, l’attività ha continuato a diminuire in Grecia, dove il Pmi è sceso a 43,1 da 43,9 di novembre, il livello più basso da agosto. Mentre il Pmi per il settore manifatturiero è sceso in Francia a 57,2 da 57,9.

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