Europa guarda con apprensione l'Irlanda, maxi salvataggio di Anglo Irish costerà fino a 34 mld

Inviato da Alberto Bolis il Gio, 30/09/2010 - 10:14

Prende forma la ristrutturazione del sistema bancario irlandese. Una mossa necessaria che però contribuirà a far esplodere il rapporto deficit/Pil 2010 al 25%. Questa mattina la Banca centrale di Dublino ha tirato le somme del salvataggio di Anglo Irish Bank, l'istituto nazionalizzato nel gennaio del 2009, in cui lo Stato aveva già iniettato 23 miliardi di euro alla fine di agosto. In uno scenario peggiore, il costo totale del salvataggio raggiungerà i 34 miliardi, mentre "senza stress" ci vorranno 29,3 miliardi per evitare il default.

Un maxi salvataggio che alimenta le preoccupazioni degli investitori europei, visto che già in molti etichettano l'Irlanda come la "nuova Grecia". E gli ultimi segnali in arrivo da Dublino non hanno allontanato questa tesi: la scorsa settimana il governo di Dublino ha piazzato 1,5 miliardi di titoli di Stato, ma il rendimento è salito ad oltre il 6%; il Pil del secondo trimestre ha mostrato una flessione dell'1,2%, registrando la peggiore perfomance dell'Eurozona.

Tutti segnali che hanno favorito le fiammate speculative sul debito irlandese: non a caso, lo spread nei confronti del bund e i Cds sui titoli di Stato viaggiano ai massimi storici. Questa mattina, il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, ha provato subito a tranquillizzare i mercati dichiarando che "l'Irlanda non avrà bisogno di ricorrere al meccanismo di salvataggio predisposto dall'Unione Europea".

Tornando alle banche, i numeri di Anglo Irish mostrano chiaramente una voragine: il rosso dei primi sei mesi dell'anno ha toccato 8,2 miliardi di euro, il totale dell'attivo è di 87 miliardi solo 2 miliardi in più del debito monstre. Sempre oggi è scoppiato il caso di Allied Irish Bank, che entro la fine dell'anno lancerà un aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Dopo l'annuncio della Banca centrale, il titolo della banca, partecipata dal governo di Dublino al 19%, è crollato alla Borsa di Londra con un tonfo di quasi il 20%.

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