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L’Europa emergerà dalla crisi più forte di prima, Mobius rompe il fronte dei pessimisti

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Finalmente qualcuno infrange il muro di pessimismo che circonda il destino dell’euro. E’ Mark Mobius, uno dei più influenti investitori al mondo e presidente esecutivo di Templeton Emerging Markets Group, convinto che “l’Europa riemergerà dalla crisi più forte di prima”.
 
E’ decisamente troppo facile ora essere pessimisti

In un’intervista alla rete televisiva Cnbc Asia, Mobius ha spiegato che l’Europa deve trovare un accordo sulla responsabilità fiscale e aderire ad alcuni principi ai quali finora non si è avvicinata. “E’ un grande cambiamento – ha aggiunto – ma penso che loro (i governi europei, ndr) faranno queste riforme e che l’Europa riemergerà più forte di quanto non lo sia mai stata”.

Mobius ha inoltre avvertito gli investitori dei rischi che può comportare l’eccesso di prudenza e in particolare ha messo in guardia dalla tentazione di parcheggiare liquidità per troppo tempo in beni rifugio: “Durante la crisi dei subprime tutti sono usciti dal mercato per gettarsi sui Treasury. Ma hanno imparato un’amara lezione nei 12 mesi successivi, quando diversi mercati sono saliti dal 60 fino al 100 per cento”.

Mobius gestisce complessivamente circa 50 miliardi di dollari. Da alcuni anni ha trasferito il baricentro dei suoi interessi sui mercati emergenti e resta convinto che questi offrano comunque le migliori opportunità per gli investitori.

In un intervento sul suo blog, Mobius si è invece focalizzato sul pericolo di un ritorno al protezionismo: “Al deteriorarsi delle condizioni economiche, in passato sia i governi delle economie sviluppate sia quelli dei Paesi emergenti si sono impegnati in politiche protezionistiche. Con il rallentamento della crescita in molti Paesi nel corso dell’anno, legato in parte alla crisi dell’eurozona, sono preoccupato per un possibile rafforzarmento del protezionismo. Credo che queste politiche in realtà non proteggano nessuno” […] “Fino a ora non ho osservato un notevole impatto economico della crisi del debito europeo sui mercati emergenti. Credo che la crescita di questi mercati, pur rallentando, abbia un potenziale di lungo termine nonostante i problemi in Europa e negli Stati Uniti e, a mio avviso, potrebbe surclassare queste economie”.

Il post integrale può essere letto qui