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Europa dell’Est, il nuovo paradiso della terziarizzazione (Fondionline.it) -2

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Ma quali sono i vantaggi offerti dalle aree urbane dell’Europa centrale ed orientale rispetto ai competitors asiatici e latinoamericani? Secondo gli esperti, la macro- area presenta una combinazioni di fattori che neppure Bangalore è in grado di offrire: lavoratori multilingue con un livello di educazione molto elevato, all’interno di un mercato di consumi sempre più ricco. E tutto questo a breve distanza dai principali clienti.
Il processo di terziarizzazione sta alimentando una febbre immobiliare nel segmento ‘uffici’. A Praga, la Commerzbank processa i dati e Siemens la parte contabile e le attività di ricerca e sviluppo. L’olandese Philips ha dato vita ad un centro di servizi alla periferia di Varsavia. Nel 2006, Morgan Stanley ha annunciato, a completamento del centro di ricerche matematiche localizzato dalla banca d’affari Usa nella capitale ungherese nel 2005, la creazione di un centro di tecnologia e servizi a supporto del business operativo. Gli impiegati di Morgan Stanley passeranno dai 200 ai 450. La scelta di Budapest è legata alla disponibilità di talenti e professionalità di alto profilo.
La qualità dei servizi destinati all’outsourcing dimostra che il processo di delocalizzazione verso i paesi dell’Europa dell’Est non si fonda solo sulla riduzione del costo del lavoro. I salari pesano sull’opzione, ma non sono l’unico fattore. A differenza di altri competitors (India e Filippine) dove l’inglese è l’unica lingua operativa, gli impiegati delle aziende nell’Europa dell’Est parlano diverse lingue: francese, tedesco, russo e lingue locali. Infine, un’altra variabile di primaria importanza è il contesto politico di grande stabilità garantito dall’appartenenza di alcuni paesi all’Unione Europea e alla NATO. A cura di www.fondionline.it