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L’Europa chiude nel rosso, pesa la fiammata del petrolio

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In queste sedute centrali di agosto è sempre il prezzo del petrolio a influenzare l’andamento del mercato. Oggi l’oro nero ha toccato un nuovo massimo storico oltre la soglia dei 66 dollari al barile, e sono ormai alcuni gli analisti che prospettano un prezzo a quota 70 dollari entro la fine dell’anno. Sul fronte valutario la moneta unica europea appare stabile sul dollaro, facendo in parte da contrappeso alla fiammata del greggio. Sotto i riflettori del mercato resta ancora il titolo della tedesca Commerzbank (prese di profitto), da alcuni giorni al centro di voci su una possibile offerta di acquisto da parte della francese Bnp Paribas. In netta flessione i titoli del settore semiconduttori con il titolo della tedesca Infineon a guidare i ribassi. Vendite anche per Deutsche Telekom, così come per la olandese Ing, colpevoli di aver presentato conti trimestrali deludenti. Al termine della seduta l’indice guida parigino Cac40 si è fermato in ribasso dello 0,40%, il Dax30 ha ceduto lo 0,73% mentre l’aex25 ha chiuso in flessione dello 0,35%.