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L’Europa aspetta la pubblicazione degli stress test: per il FT ricapitalizzazioni in arrivo

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Il conto alla rovescia è iniziato. Fra meno di un mese l’Europa conoscerà i risultati degli stress test effettuati sulle banche del Vecchio Continente. E da quel momento nulla sarà più come prima. Chi ha gridato allo scandalo qualche giorno fa, ventilando una crisi di liquidità, ha dovuto riporre le armi, non lo farà chi punta dritto a colpire il sistema finanziario.


Se il tanto temuto ammanco di liquidità non c’è stato, lo stesso non si può, infatti, ancora dire in merito alla tenuta del sistema finanziario europeo. Sul fronte stress test la situazione secondo gli addetti ai lavori appare più labile. I venti spirati da Atene, Madrid e Lisbona negli ultimi mesi hanno riacceso il focolaio della paura, ma fra qualche settimana anche su questo fronte gli speculatori dovranno battere ritirata.

Come osserva Silvio Peruzzo di Royal Bank of Scotland il nervosismo delle Borse degli ultimi giorni si è basato su paure infondate perché” nel caso in cui si fosse verificato uno shortage di liquidità la Bce sarebbe intervenuta subito”. “Se proprio vogliamo trovare un neo – spiega lo strategist – il rischio sul sistema bancario riguarda la pubblicazione degli stress test, che verranno resi noti a fine mese e faranno vedere quali sono gli istituti in condizioni di salute e quali no”.


“In quell’occasione usciranno i nomi dei vincenti e dei perdenti e verranno annunciate misure di ricapitalizzazione, per evitare nuovi attacchi speculativi – prosegue Peruzzo – . Il focus pertanto dovrebbe essere questo, piuttosto che concentrarsi su un ipotetico shortage, che verrà risolto dalle facility che la Bce ha disegnato”.


Chi calca la mano oggi sull’argomento è il Financial Times, che da qualche giorno si diverte a strapazzare l’Europa con titoli ad affetto. Secondo il blasonato quotidiano della City lo stress test sulle banche europee potrebbe costringere 20 istituti a rafforzare la liquidità e a mettere mano ad aumenti di capitale fino a 30 miliardi di euro. Sarebbero queste le previsioni di analisti e operatori del settore finanziario, secondo cui non sarebbero solo le banche più deboli dell’area europea quelle ad avere necessità di una iniezione di capitali.


E guarda caso il quotidiano britannico sottolinea come questi nuovi timori sulle banche europee vengano a coincidere con il monito del presidente della Bundesbank, Axel Weber, che ha sollecitato le banche tedesche “a preparare un piano di aumento di capitale di emergenza qualora non superassero lo stress test”. Nessun dorma. Almeno per le prossime settimane. Ma senza farsi prendere dal panico.