Europa al test del superfondo anti-crisi: attesa per il via libera del veicolo speciale

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Con il fiato sospeso. L’Europa non riesce a svegliarsi dall’incubo in cui è finita e da oggi è di nuovo in manovra contro la crisi del debito sovrano. Partito da Atene, il contagio è arrivato a colpire il cuore dell’Europa centro-orientale. L’Ungheria ha scoperchiato venerdì il vaso di Pandora. Facendo alzare, di nuovo, la posta in gioco sui mercati azionari mondiali.


Che la soluzione di questo rebus non sia semplice lo prova lo slittamento dell’annuncio del piano di misure economiche del governo ungherese a domani. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia, Gyorgy Matolcsy, alla televisione TV2. Il ministro ha comunque fornito qualche anticipazione: il governo potrebbe lanciare un piano radicale di riduzione delle tasse nell’arco di tre anni e potrebbe introdurre una flat tax sui redditi a partire dal 2011.

Intanto il nervosismo sulle Borse anche oggi è evidente. Tokyo ha incominciato la settimana con un tonfo: l’indice Nikkei ha registrato la flessione più ampia del 2010, perdendo il 3,84% a 9.520,8 punti. Quando ha aperto l’Europa i principali mercati europei sono scivolati tutti in territorio negativo e l’agonia sta continuando. L’onda lunga si è infranta anche sulle Borse cinesi, che hanno archiviato la giornata in ribasso. A Shanghai l’indice composite ha chiuso a 2,511.73 punti, con un ribasso dell’1,64%. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha terminato le contrattazioni con un calo del 2,03%.


L’Ecofin saprà dare la spinta nella giusta direzione? Di certo i leader europei, che si incontreranno oggi e domani, dovranno alzare il velo su quel veicolo da 440 miliardi in grado di blindare l’emergenza debito nell’Europa del Sud. Non è però un’impresa facile disegnare una soluzione che possa riportare la calma sui mercati. Secondo quanto riportato da Reuters, il veicolo punterà al rating AAA e non avrà bisogno dell’approvazione dei singoli parlamenti nazionali ogni volta che dovrà erogare un aiuto.


Mentre Bloomberg segnala che sarebbero due le ipotesi al vaglio per il funzionamento del veicolo: la prima prevede l’emissione di bond e la seconda la concessione di garanzie sulle emissioni dei singoli paesi. Per alcuni addetti ai lavori il superfondo anti-crisi è comunque una delle ultime cartucce che il Vecchio Continente si può giocare, ma, al di là degli sforzi messi in campo, poi bisognerà mettersi da parte e aspettare di cogliere i frutti di questi interventi.


Quello che fa più paura è che dovranno passare mesi per vedere quanto queste misure faranno presa sui mercati. E di fronte all’impazienza delle Borse, c’è chi come Jp Morgan suggerisce di munirsi di sana pazienza. “Dopo una settimana come quella appena conclusa ad elevato tasso di volatilità, complici i negativi dati del lavoro americano e le notizie arrivate dall’Ungheria, quello che riteniamo più verosimile è che giugno sarà un mese molto volatile”, segnalano gli esperti della banca americana. Sarà essenziale a loro avviso utilizzare come bussola per affrontare i saliscendi delle Borse le indicazioni del mondo corporate sugli utili e le previsioni sulla crescita economica, se ci saranno.

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