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Europa: accordo raggiunto sul debito europeo, mille miliardi di euro per il fondo salva stati

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Tempo scaduto e intesa raggiunta per il debito dell’Eurozona. Alle prime luci dell’alba il summit dei capi di Stato e di governo Ue si è sciolto, portando a casa tre importanti risultati: ricapitalizzazione delle banche “sistemiche”; haircut sul debito di Atene del 50%; fondo salva-stati potenziato e rimpinguato fino a 1000 euro.

 

Debito greco: haircut al 50%


L’obbiettivo dei vertici europei era quello di definire delle chiare linee di azione che rassicurassero i mercati, che infatti questa mattina stanno reagendo bene: tutte le piazze principali del Vecchio continente registrano rialzi superiori al 2,5%. Soprattutto la piazza francese, la migliore d’Europa, rassicurata dall’accordo raggiunto sul debito greco sul quale Sarkozy e Merkel hanno a lungo duellato. L’haircut, ovvero le perdite a carico di coloro che detengono debito di Stato ellenico, è stato infine portato al 50-60%: una manna per le banche d’oltralpe, che di quel debito sono piene. Con questa misura, il debito di Atene dovrebbe tornare al 110% del Pil entro il 2020, anche grazie ad un piano di aiuti da 130 miliardi di euro entro il 2014. Il cosiddetto “secondo piano” salva-Grecia da 109 miliardi, ora non più sufficiente, dovrà dunque essere rivisto e approvato entro il 2011, mentre l’operazione sui titoli di Stato greci sarà realizzata all’inizio del 2012.

 

Banche: Core Tier 1 al 9%


Altro punto nodale, su cui i capi dell’Eurozona hanno avuto meno remore a trovare un accordo, è stato quello della ricapitalizzazione delle banche. Ai 90 istituti europei di importanza sistemica – le cosiddette Sifi, il cui elenco ufficiale verrà comunicato da Mario Draghi nel corso del prossimo G20 – verrà richiesto un coefficiente patrimoniale di alta qualità (Core Tier 1) al 9%, due punti in più rispetto ai parametri richiesti da Basilea III. Ciò implica, secondo il Sole 24 Ore, una necessità di capitale complessiva  di 106 miliardi di euro, pari a 30 miliardi per le banche greche, 26,1 per quelle spagnole, 14,7 per quelle italiane, 8,8 per quelle francesi. Quanto alla copertura dei costi della ricapitalizzazione, essi saranno sostenuti dai capitali privati, poi – in caso di necessità – dagli Stati ai quali le banche appartengono, e solo in ultima istanza dal fondo salva stati europeo. Passa così la linea tedesca, caldeggiata ieri in Parlamento dal cancelliere Angela Merkel.

 

EFSF: attrarrà fondi fino a 1000 miliardi di euro


Infine, è stato definito il ruolo del fondo si stabilità europeo, che verrà rafforzato in due modi: da un lato, assumendo il ruolo di assicuratore delle obbligazioni future (con il potere di coprire fino al 20% delle perdite potenziali sui titoli di Stato), dall’altro con la possibilità di rafforzarsi fino a 1000 miliardi di euro, dagli attuali 440 miliardi. Quest’ultimo passo sarà attuato con la creazione di uno Special Purpose Vehicle che, attirando investitori esterni, reperirà i fondi necessari a rimpolpare le casse dell’EFSF fino alla cifra stabilita, che sarà utilizzata per acquistare bond sui mercati secondari. Tra gli investitori che si pensa di coinvolgere, il Fondo Monetario Internazionale e i Paesi Brics, in particolare la Cina.