Eurolandia: analisti, la ripresa c'è ma rischia di non vedersi

Inviato da Raffaele Serrecchia il Lun, 19/06/2006 - 10:36
La ripresa europea non cancella i dubbi degli analisti. I dati dicono che ad aprile la disoccupazione nel vecchio continente è scesa dall'8,7% del 2005 all'8% di quest'anno. Gli esperti spiegano questo calo con la possibile uscita dell'economia europea dalla trappola della liquidità, ovvero da un momento di stallo in cui la forma di ricchezza più richiesta, per certi livelli del tasso di interesse, è proprio la liquidità a causa dell'incertezza sul futuro. Ma le aziende hanno approfittato del basso costo del denaro per ridefinire le proprie posizioni debitorie e in seguito per accumulare risorse, che ora stanno spendendo in beni strumentali e in progetti di crescita, ance indebitandosi nuovamente, ma con strutture finanziarie più sane. La politica monetaria della Banca Centrale Europea ha recuperato dunque efficienza e capacità di incidere sui livelli di reddito e di occupazione. Ma i dati dicono anche che i miglioramenti occupazionali non sono stati omogenei tra paesi e tra settori. In particolare crescono i servizi finanziari e calano le attività manifatturiere. L'aumento dell'occupazione avviene perlopiù tramite contratti a basso costo e non si traduce in significativi aumenti salariali. Questo rischia di deprimere la domanda nel medio periodo e di vanificare l'effetto della recuperata fiducia. Affinché si realizzino le condizioni del 1997 e del 1999, periodi in cui l'aumento dell'occupazione si è trasformato in ripresa della domanda, "la riforma dei mercati del lavoro deve rimanere una delle 'top priorities', ma si potrebbe porre una maggiore enfasi sul rafforzamento della produttività", come evidenziato dal Fondo Monetario Internazionale.
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