Eurogruppo: via libera al bailout Greco, stop agli aiuti all'Ungheria

Inviato da Floriana Liuni il Mar, 13/03/2012 - 10:12

Via libera "di principio" agli aiuti alla Grecia e richiesta di maggiori sforzi alla Spagna. Questo l'esito della riunione dei ministri dell'Unione Europea di ieri, durante la quale si è anche deciso di sospendere gli aiuti strutturali destinati all'Ungheria. Nel summit di ieri sono anche serpeggiati rumours sulla stampa francese riguardo a proposte tentatrici fatte al premier italiano Mario Monti: i suoi sforzi per sanare i conti italiani sarebbero stati apprezzati tanto da fruttargli una proposta per la poltrona di Presidente dell'Eurogruppo al posto alla scadenza del mandato di Jean-Claude Junker. Nessun commento è arrivato da Monti né da Junker in proposito. Oggi alle 18.15 il primo ministro italiano terrà una conferenza stampa congiunta con il cancelliere Angela Merkel sulle misure della crescita.

Via libera agli aiuti alla Grecia

L'accordo per la concessione dei 130 euro di aiuti per il "bailout" greco verrà siglato solo mercoledi, ma già ieri l'Eurogruppo ha dato un via libera "politico e di principio" al pacchetto, in attesa del completamento di alcune procedure formali necessarie all'ufficializzazione. Nei prossimi tre anni Atene riceverà i fondi dall'EFSF, a partire da 5,9 miliardi in marzo, 3,3 in aprile e 5,3 in maggio. Successivamente il Fondo di salvataggio sborserà altri 48 milioni di euro non-cash per la ricapitalizzazione delle banche elleniche. Soddisfazione è stata espressa dai leader europei per l'esito dell'operazione di swap dei titoli di Stato di Atene, che riduce ulteriormente il debito greco, e per le altre misure che, a quanto pare, porteranno il rapporto deficit/Pil al di sotto di quanto comunicato in precedenza: il 117% invece che il 120% entro il 2020. C'è attesa per la decisione del Fondo Monetario Internazionale, che giovedi prossimo dovrà valutare la proposta del direttore Christine Lagarde per la concessione di un aiuto da 28 miliardi di euro.

Nuovo target deficit/Pil per la Spagna: 5,3% nel 2013

Non così soddisfatti sono i leader europei con gli sforzi compiuti dalla Spagna che, sebbene notevoli, secondo il premier Mariano Rajoy dovrebbero ridurre il rapporto deficit/pil al 5,8% nel 2012. Un target che l'Eurogruppo ha giudicato insufficiente, e che ha chiesto di abbassare fino al 5,3% nel 2012 e al 3% circa entro il 2013. Un target comunque meno severo del 4,4% concordato in precedenza dall'ex premier Zapatero con i leader europei. Necessario sarà per la Spagna continuare con le misure di austerity, nel tentativo anche di assestare la situazione dei titoli di Stato, che la scorsa settimana hanno sottoperformato quelli italiani, arrivando a superare il 5% di rendimento per i bonos decennali.

Congelati gli aiuti all'Ungheria

Un'ulteriore questione affrontata è stata quella ungherese. L'Unione Europea ha infatti congelato gli aiuti da 495 milioni di euro dopo il fallimento del governo magiaro nel ridurre il deficit di bilancio in maniera "sostenibile". Il deficit, secondo quanto stimato, si allargherà nel 2013 al 3,6%, dal 3% di quest'anno. Oggi si terrà a Bruxelles un voto in Commissione Europea riguardo alla sospensione di tali aiuti nel 2013. Ad aggravare la situazione è anche la difficoltà riscontrata dall'Ungheria nel soddisfare i parametri del Fondo Monetario Internazionale per accedere ai fondi di salvataggio messi a disposizione dei 27 Stati membri dell'istituzione. Il premier Viktor Orban ha però affermato che l'accesso a tali fondi "non farebbe la differenza" e che la decisione dell'Ue di congelare gli aiuti pro-Ungheria è dovuta a "questioni tecniche" che saranno presto risolte.

Rafforzare il fondo salva-stati

Intensificare gli sforzi è necessario per tutti, anche se molti sacrifici sono già stati fatti per sanare la situazione dell'Eurozona; in particolare, il commissario degli affari economici Olli Rehn e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Junker hanno sostenuto la necessità di aumentare la potenza di fuoco dell'EFSF. Il tema sarà all'ordine del giorno nella riunione dell'Eurogruppo a Copenhagen, il prossimo 30 marzo.

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