Eu(ro)foria dei consumi?

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 12/11/2013 - 14:24

Di seguito pubblichiamo un commento di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas. L'esperto del gruppo francese evidenzia nella sua analisi come il consensus é prudente sull'andamento dei consumi in Zona Euro nel 2014 ma, grazie al sostegno di diversi fattori, il dato potrebbe sorprendere positivamente. A suo dire, qualora questo dovesse avvenire i beni di consumo durevoli sarebbero quelli a beneficiarne maggiormente.




Sebbene negli ultimi mesi, in occasione dei road-show realizzati con i clienti, ho osservato che gli investitori avevano un atteggiamento prudente sulle prospettive dei consumi in zona Euro, la nostra posizione positiva sui consumi, che dovrebbero registrare una ripresa superiore a quella attualmente prevista dal consensus, é un tema che interessa sempre più gli investitori. 




Certo, non mancano i motivi che giustificano una posizione prudente sull'andamento dei consumi. E anche se, il prossimo anno, il potere d'acquisto delle famiglie dovrebbe aumentare grazie alla stabilizzazione del tasso di disoccupazione ed al calo dell'inflazione nell'Euro zona, tale miglioramento dovrebbe essere moderato. Inoltre, eccezion fatta per Francia e Irlanda, il trend demografico sta diventando più debole all'interno dell'Eurozona e i bilanci di alcuni paesi, come la Spagna, non sono ancora in ottimo stato. 




Nonostante tali fattori, l'andamento dei consumi nella zona Euro potrebbe sorprendere positivamente l'anno prossimo. Grazie al rialzo degli indici di fiducia europei, le famiglie potrebbero avere una boccata d'ossigeno e consumare maggiormente dato che 1) i governi non stanno più discutendo di aumento di imposte; 2) nessuno crede più in un possibile break up dell'Eurozona; e 3) i tassi di disoccupazione si sono stabilizzati. 




L'analisi del gap sulla crescita dei consumi (i.e. quanto aumenterebbe la spesa per consumi l'anno prossimo se tornassimo ai trend di crescita pre - crisi) da un'utile indicazione su dove ci possiamo aspettare che i consumi crescano maggiormente. Il gap sulla crescita dei consumi é pari a 0% in Germania, il che significa che la crisi non ha avuto un impatto sul trend dei consumatori tedeschi. In Francia l'indicatore è più elevato (+0,9%) ed è ancora maggiore nei paesi periferici (+2,8% in Spagna e + 1,1% in Italia). 




Tenuto conto di cio', sorprese positive più significative nell'andamento dei consumi potrebbero osservarsi nei paesi periferici o in Francia. Le famiglie italiane e francesi, che presentano un tasso di risparmio storicamente elevato, potrebbero, ad esempio, ridurre il risparmio precauzionale. Mentre in Spagna, considerato il drastico crollo del tasso di risparmio delle famiglie e il forte contenimento dei salari dell'ultimo anno, eventuali sorprese positive riconducibili ad un incremento del potere d'acquisto potrebbero essere determinate dal calo della pressione fiscale. Si pensi che il governo spagnolo ha deciso di reintrodurre il bonus natalizio per le famiglie. 




La domanda adesso da porsi ora è: cosa compreranno gli Europei? Non ci sono segnali che indicano un miglioramento potenziale nei settori dell'abbigliamento, delle scarpe e del cibo (esclusi gli alcolici che stanno crescendo molto !). Uno shock di fiducia positivo supporta, in genere, l'acquisto di beni durevoli. Analizzando il miglioramento della fiducia delle famiglie o più in generale l'indice PMI, riteniamo che dovrebbe registrarsi un'accelerazione nell'acquisto di beni durevoli nei prossimi 9 mesi. 




Un trend che sarà ulteriormente accentuato dal deterioramento dei beni durevoli attualmente in possesso delle famiglie, che ne hanno drasticamente ridotto l'acquisto dopo lo scoppio della crisi. 

Nel settore delle automobili per esempio, il nostro analista Stuart Pearson ritiene che dopo quattro anni di domanda essenzialmente decrescente, stiamo ora assistendo a dei primi segnali di ripresa. A settembre le vendite sono salite del 5%, ai massimi dal primo semestre del 2012 e in rialzo del 10% rispetto al tasso del primo semestre 2013. 




Sebbene sul lungo termine il settore continuerà a soffrire a causa dell'assenza di incentivi alla rottamazione, presenti nel 2009, la domanda di sostituzione di automobili, fino ad ora rinviata, potrebbe ripartire qualora la fiducia dei consumatori continuasse ad aumentare. 




In conclusione, nonostante i consumi rappresentino la componente principale del PIL, sono anche quella soggetta a variazioni di minore ampiezza nel tempo. Questo significa che le variazioni del PIL nel tempo non sono spiegabili, in linea di massima, con un cambiamento dei consumi. Tuttavia, dato che i consumi sono stati pesantemente colpiti dalle politiche di austerity fiscale e dall'aumento dell'avversione al rischio nell'Eurozona a seguito della crisi finanziaria, la componente pesa attualmente sulla crescita del PIL in misura maggiore rispetto a quanto di solito avviene. Tranne che in Germania, i consumi pro capite hanno subito un rallentamento significativo, specialmente nei paesi periferici, con impatti molto negativi sulla crescita.




Con un consensus prudente sull'andamento dei consumi in zona Euro l'anno prossimo, una delle sorprese principali nel 2014 potrebbe proprio essere un miglioramento maggiore del previsto dei consumi, specialmente di beni durevoli.
COMMENTA LA NOTIZIA