Eurodollaro tonico nonostante il calo dell'inflazione

Inviato da Luca Fiore il Mar, 03/06/2014 - 19:52
Incurante delle indicazioni arrivate dall'indice dei prezzi al consumo, seduta positiva per l'eurodollaro. Passato l'effetto rialzista legato alle festività pasquali, a maggio l'inflazione europea si è riportata allo 0,5% (dallo 0,7%) mettendo a segno l'ottavo mese consecutivo sotto la soglia del punto percentuale. Quello che, in vista della riunione dell'Eurotower di giovedì, avrebbe dovuto rappresentare un nuovo colpo di grazia per la moneta unica, sta invece favorendo il cross che dopo essersi spinto in area 1,365 (1,3647) attualmente passa di mano a 1,3629, lo 0,25% in più rispetto al dato precedente.

"L'eurodollaro si conferma in un trend ribassista anche se, molto lentamente, sta allentando le condizioni di ipervenduto senza registrare rally", rileva Jamie Coleman di FXBeat. Secondo l'esperto ci troviamo di fronte a "una classica fase di consolidamento". Coleman ritiene che un consolidamento al di sopra della media mobile a 200 giorni (1,3639), "potrebbe spingere il cross a 1,367 (massimo del 27 maggio) e 1,3690 (22 maggio) in direzione della resistenza psicologica a 1,37". Al ribasso, supporti a 1,3585 e 1,3561.

La capacità dell'euro di assorbire l'inflazione sotto le stime è sintomo del fatto che il mercato ha prezzato la decisione della Bce, sottolinea Camilla Sutton, analista di Scotiabank. "Le pressioni disinflazionistiche continuano a crescere e mettono pressione alla Bce che dovrà mettere in campo misure più drastiche di quelle attualmente prezzate".

Ma cosa si attendono i mercati? Un taglio del tasso di rifinanziamento e di quello principale nell'ordine di 10-15 punti base dall'attuale 0,25-0% è probabilmente già scontato. In aggiunta, l'istituto guidato da Draghi potrebbe acquistare Abs (Asset-backed security) o bond sovrani. Nel primo caso un limite è rappresentato dallo sviluppo di questi strumenti in Europa mentre l'acquisto di obbligazioni potrebbe essere ostacolato dalla difficile attuazione pratica e dal divieto di monetizzare i debiti pubblici contenuto nei trattati europei.

Più probabile un nuovo piano di prestiti a lungo termine alle banche (Ltro, Long term refinancing operation) che, sulla scorta di quanto fatto in Gran Bretagna, potrebbe essere condizionato alla concessione di prestiti a famiglie e imprese.
COMMENTA LA NOTIZIA